Targhe alterne, il no del centrodestra «Ciagà improvvisa, valutiamo sfiducia»
Leyla Ciagà

Targhe alterne, il no del centrodestra
«Ciagà improvvisa, valutiamo sfiducia»

Dopo il provvedimento delle targhe alterne, i consiglieri di centrodestra scrivono: «L’assessore Ciagà sta solo improvvisando, valutiamo anche sfiducia».

«Le targhe alterne hanno ridotto i PM10 a Bergamo? Si registrano diminuzioni significative anche a Dalmine, Osio Sotto, Calusco, Filago, Lallio, addirittura Brescia: tutti comuni dove non c’era alcun blocco del traffico. Se la Ciagà davvero pensa che due giorni di targhe alterne cambiano tutto, abbiamo trovato la soluzione al riscaldamento globale. Invece non occorre uno scienziato per capire che le targhe alterne c’entrano poco con la riduzione dei PM10» commentano il 31 dicembre i consiglieri comunali Stefano Benigni di Forza Italia, Andrea Tremaglia di Fratelli d’Italia, Alberto Ribolla della Lega Nord e Davide De Rosa della Lista Tentorio.

«Sui Pm10 nella nostra città influiscono molto invece il meteo, l’inquinamento di certe fabbriche, l’inquinamento dell’aeroporto e, specialmente, il riscaldamento pubblico e privato: come si possono promuovere le targhe alterne mentre si lascia in alcuni edifici pubblici il riscaldamento a 23 gradi? E come può l’Assessore Ciagà essersi accorta solo alla vigilia di Natale dell’emergenza PM10? I giornali ne parlavano da settimane. Il problema dello smog richiede misure più concrete, lungimiranti e meglio organizzate, che come centrodestra presenteremo nelle prossime settimane».

«Limitare la circolazione delle auto, e quindi la libertà dei cittadini - continuano -crea esclusivamente disagi a chi ha la necessità di muoversi in città, danneggiando chi si sposta per lavoro o motivi d’urgenza, e non porta in realtà alcun beneficio soprattutto se si deve fare i conti con edifici pubblici nei quali le temperature sono talvolta superiori a 23 gradi. Siamo consapevoli che in un momento d’emergenza come quello che stiamo vivendo, è necessario tentare misure per porvi rimedio, tuttavia ancora una volta siamo costretti a constatare l’ennesimo tentativo di questa amministrazione di mettere una toppa ad un problema che andava preventivamente studiato e controllato per tempo. Perciò presenteremo un ordine del giorno per chiedere fin da subito un tavolo di coordinamento permanente sul tema dell’inquinamento atmosferico, con il coinvolgimento specialmente dei Comuni della fascia urbana individuati dalla cosiddetta Grande Bergamo. Blocco o targhe alterne che dovranno essere annunciate alla cittadinanza con un preavviso di almeno 15 giorni, così da arrecare il minor disagio possibile ai cittadini. Chiediamo inoltre che Bergamo si faccia promotore di un piano strutturale, condiviso con i comuni limitrofi, per affrontare in modo organizzato, in futuro, simili eventualità».

«Questa vicenda ci pare infatti l’ennesima occasione per riscontrare l’inadeguatezza dell’Assessore Ciagà a ricoprire questo delicato incarico» concludono Benigni, Tremaglia, Ribolla e De Rosa, che rincarano la dose: «Bergamo non si è coordinata con i comuni limitrofi nemmeno dopo le critiche di stampa e opposizione dicendo che non c’era tempo: perché allora è riuscito a farlo il Comune di Seriate? Mancava il tempo o mancava la volontà di farlo? Un assessore all’ambiente che si è dimenticata di convocare un tavolo di coordinamento per l’inquinamento con i comuni vicini è un buon assessore? Un assessore che si accorge la vigilia di Natale di un problema che c’è da settimane è un buon assessore? Un assessore che in un anno e mezzo di lavoro ha portato una sola, unica, delibera in Consiglio comunale, peraltro su progetti già avviati, è un buon assessore? Cosa sta facendo per la città? Per non parlare dei continui ritardi nella gestione dell’ordinaria amministrazione della sua materia. Per questo motivo stiamo valutando una mozione di sfiducia alla Ciagà. Chiederemo all’assessore di riferire in Consiglio, convinti che i temi riguardanti l’ambiente debbano essere affrontati con maggior concretezza e coordinamento, non superficialmente e in modo disorganizzato, come invece visto fino ad oggi».

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