Truffata da un falso tecnico del gas «Se ne è andato con la mia pensione»

Truffata da un falso tecnico del gas
«Se ne è andato con la mia pensione»

L’Unione bergamasca consumatori: decine le vittime di raggiri, in tanti non hanno il coraggio di denunciare.

Non conosce crisi il mercato dei raggiri a danno degli anziani. Ne sanno qualcosa le persone residenti in diversi comuni dell’hinterland di Bergamo coinvolte nelle scorse settimane (i primi casi già prima di Natale) da fantomatici ispettori del gas che, una volta entrati nelle loro case, con abili e interminabili giri di parole sono riusciti a vendere (eufemismo) degli apparecchi per la rilevazione di fughe di metano alla modica cifra di 270 euro (esperti hanno valutato il loro effettivo valore in poche decine di euro). Formalmente i documenti firmati sono un contratto a tutti gli effetti. Come capita spesso in questi casi, però, tra le tante righe si nascondono sempre frasi a caratteri minuscoli portatrici di brutte sorprese. Inoltre, molti venditori, pur di soddisfare il datore di lavoro e riempirsi le tasche con le percentuali sulle commissioni, in un mix micidiale di parole allusive e comportamenti che corrono sul filo dell’illegalità, non si fanno scrupoli nemmeno davanti a situazioni da libro cuore.

Promettendo l’anonimato, una signora accetta di raccontare quanto accaduto. «Ho ottantadue anni, sono vedova e vivo con mio figlio. Mi trovavo sola in casa quando un signore di mezza età dall’aria affidabile, che parlava con accento bergamasco, si è presentato alla porta dicendo che era un “ispettore del gas”. Ho chiesto più volte che ripassasse quando ci fosse stato anche mio figlio. Ma il signore ha insistito, ripetendo con aria preoccupata che avevano già individuato molti casi di fughe di gas e che anche in casa mia c’era un odore strano: mi sono spaventata e l’ho fatto entrare». Negli occhi della pensionata si legge tutta l’amarezza che sta provando. L’anziana donna ha firmato quello che, a detta del sedicente ispettore del gas, era il documento di consegna del prodotto, consegnandogli tutto il contante che aveva in casa: 260 euro.


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