Un bando tra un mese da Palafrizzoni Anche a Bergamo il car sharing

Un bando tra un mese da Palafrizzoni
Anche a Bergamo il car sharing

Il modello è già collaudato. A Milano si chiama Enjoy o Car2Go. A Roma Sottocasatua. A Napoli Bee o Ci.ro. Nomi diversi, stessa formula. Quella del car sharing.

Auto piccole, in genere utilitarie, che noleggi a un prezzo conveniente per brevissimi spostamenti all’interno della città senza troppe limitazioni di traffico (ingresso nell’area C a Milano per intenderci) o problemi di parcheggio. Ritiri in un punto e lasci in un altro. In pratica un bike sharing a quattro ruote.

Vi piace l’idea? Allora, preparatevi. Perché anche Bergamo si sta attrezzando. A breve, al massimo entro un mesetto, Palafrizzoni pubblicherà il bando per assegnare la gestione del servizio. Uno dei punti forti della politica sulla mobilità – anche alla luce dei più recenti provvedimenti viabilistici legati allo smog –, sul quale però la Giunta si prenderà pure qualche rischio. Finora, infatti, il sistema di condivisione delle auto ha funzionato soprattutto nelle grandi città. Detto in altre parole: Bergamo non è Milano. Per dimensioni e abitudini, siamo un po’ al limite.

Basti ricordare le difficoltà incontrate con il tentativo – diverso ma comunque nella stessa linea – del noleggio di auto elettriche alla stazione Autolinee avviato durante lo scorso mandato. «Proprio per questo – anticipa l’assessore alla Mobilità Stefano Zenoni – il bando che stiamo preparando sarà strutturato con un sistema di punteggi e premialità orientato a ottenere il più possibile dall’operatore a cui il servizio verrà affidato».

Difficile per il momento entrare nei dettagli. Dati come il numero di auto necessario a garantire un buona disponibilità di mezzi o l’area interessata dall’operazione restano top secret e verranno svelati solo con la presentazione del bando stesso. È facile però azzardare qualche anticipazione. Come quella sul bacino preso in considerazione che, quasi certamente, dovrà comprendere la prima periferia con una flotta che, in campagna elettorale, era stata stimata attorno alle 100 vetture. Non solo. Di sicuro si punterà sull’aeroporto: «È chiaro – aggiunge Zenoni – che per sua natura questo genere di offerta non potrà trascurarlo. Il car sharing si rivolgerà ai cittadini, agli studenti ma naturalmente anche ai turisti».

Una gran bella comodità. Se il servizio verrà organizzato così come lo è nelle altre città, per prenotare la propria auto basterà uno smartphone che consentirà di individuare la vettura più vicina e bloccarla. Una volta raggiunta – in genere si ha tempo un’ora, un’ora e mezza – si entrerà aprendo le portiere con un’apposita funzione della stessa app e avviando il mezzo con un codice inviato tramite sms e le chiavi lasciate nell’apposito vano. Da lì in poi è come se si disponesse di un auto a noleggio o quasi. Perché, nelle grandi città, almeno un quarto d’ora è gratuito mentre il resto si paga in base a un tariffa al minuto. E se le norme del codice stradale restano valide, in genere le limitazioni al traffico come quelle legate al blocco delle auto o alle targhe alterne non si applicano. Arrivati a destinazione, non manca ovviamente il navigatore satellitare, l’auto potrà essere parcheggiata (gratuitamente) negli stalli riservati al servizio, ma anche in quelli delimitati dalle strisce blu o gialle per i residenti.


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