Un pezzo del centro se ne va   Bettoni chiude dopo 35 anni

Un pezzo del centro se ne va
Bettoni chiude dopo 35 anni

Le insegne sono già state rimosse e anche le parole d’addio, scritte su un semplice foglio appiccicato sulla saracinesca – «Ringraziamo tutti i nostri amici, clienti e fornitori augurando ogni bene» – non ci sono più. La gastronomia «Bettoni» di via Zambonate ha chiuso i battenti dopo trentacinque anni di attività.

Il 31 luglio scorso Celestina Bettoni ha salutato i suoi clienti ed è andata in pensione. «Ho compiuto 70 anni – racconta – e adesso devo fare la nonna. Dopo 35 anni di attività è arrivato il momento di chiudere». Era il 1983 quando Celestina, con la sorella Melania, aprì il locale all’incrocio con via Quarenghi, anche se, ci tiene a precisare, l’attività era iniziata molto prima a Seriate. «Nel 1970 abbiamo aperto in via Nazionale a Seriate – spiega Celestina Bettoni – lungo la strada verso Albano. Ci chiamavamo Bettoni Formaggi». A dare una mano c’erano anche i fratelli Fiorentino e Graziella. Poi, qualche anno più tardi, la decisione di aprire anche l’attività in città: per diversi anni infatti i fratelli Bettoni gestirono contemporaneamente i due negozi. A Seriate rimasero Fiorentino e Graziella mentre Celestina e Melania iniziarono ad occuparsi del locale di Bergamo che diventò una gastronomia. Dietro al bancone le due sorelle, aiutate da un cuoco impegnato ogni giorno a preparare piatti sempre più richiesti dalla clientela: crespelle, lasagne, coniglio e arrosto, il vitello tonnato e le cotolette per i bambini fino all’immancabile pesce del venerdì come il baccalà, il pesce spada e la zuppa.

«Sono stati anni belli, intensi – conclude Celestina –  durante gli anni Ottanta si lavorava parecchio, non c’erano molti supermercati, i clienti cercavano la professionalità e la qualità ma anche il contatto umano. Erano anni favolosi». E un pensiero va ai clienti con cui Celestina e Melania, che è già in pensione, hanno stretto legami in tutti questi anni. Ma è arrivato il momento di abbassare la saracinesca. «Mio figlio e mia figlia si occupano di altro nella vita e non potevano portare avanti l’attività. Così adesso mi dedicherò ai miei sei nipoti». Le vacanze ormai sono finite, i negozi riaprono al pubblico, ma questa volta dietro al bancone non ci sarà più Celestina. In quei locali, dove per decenni ha salutato con un sorriso i suoi clienti, arriverà presto un fruttivendolo

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