Vaccini anti Covid in Lombardia: Somministrate 150 mila dosi

Vaccini anti Covid in Lombardia:
Somministrate 150 mila dosi

«Tavolo per le vaccinazioni di massa in Lombardia». È invece di 972.099 il totale delle vaccinazioni anti-Covid somministrate finora in Italia, pari al 69% delle dosi distribuite.

Nelle strutture sanitarie della Lombardia, nella giornata di giovedì 14 gennaio, sono state effettuate 21.488 vaccinazioni anti-Covid. Lo comunica la Regione Lombardia in una nota. Il dato complessivo sale quindi a 148.971 somministrazioni dall’inizio della campagna, e comprende anche 835 vaccinazioni effettuate nei giorni scorsi e rendicontate ieri.

È invece di 972.099 il totale delle vaccinazioni anti-Covid somministrate finora in Italia, pari al 69% delle dosi distribuite. Lo riporta il sito web della Presidenza del Consiglio dei ministri . La regione con il rapporto più alto tra somministrazioni e vaccini consegnati è la Campania (92,4%), quella con il più basso la Calabria (39,4%). Sono stati vaccinati 734.969 operatori sanitari e sociosanitari, 155.865 tra personale non sanitario e 81.265 ospiti di strutture residenziali assistite.

Partirà a giorni un «tavolo tecnico» in Lombardia per pianificare la vaccinazione di massa contro il Covid: ne faranno parte gli esperti dell’assessorato al Welfare e i referenti dei sindaci delle città capoluogo. Lo riferiscono nella giornata di venerdì 15 gennaio all’agenzia Italpress fonti vicine alla vicepresidente della Regione e assessore al Welfare, Letizia Moratti, che ieri pomeriggio ha avuto colloqui, in video collegamento, con i sindaci lombardi.

«Oltre alla riapertura delle scuole superiori lombarde - spiegano le fonti -, molto tempo è stato dedicato al tema dell’organizzazione della fase 2 della campagna vaccinale anti coronavirus, che dovrebbe partire ad aprile, con l’arrivo del nuovo siero prodotto da AstraZeneca, e coinvolgere la gran parte della popolazione», che non rientra tra le categorie a rischio.

Sia l’assessore Moratti che i sindaci hanno convenuto «sulla necessità di un progetto che sia capillare nei territori». Da qui l’urgenza di individuare, fin da subito, i luoghi dove saranno eseguite le somministrazioni e le persone che saranno adibite all’inoculazione «in loco». Concretamente, non appena i sindaci avranno indicato i loro referenti tecnici, il tavolo di confronto sarà avviato, «presumibilmente entro la prossima settimana».


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