Vaccini, negli asili nido di Bergamo solo quattro bambini non in regola

Vaccini, negli asili nido di Bergamo
solo quattro bambini non in regola

Il bilancio del Comune di Bergamo: il 99,3% degli iscritti ai nidi in città in regola con la documentazione sulle vaccinazioni.

Sono quattro i bambini non in regola con i documenti vaccinali nei nidi di Bergamo sui 515 iscritti. Il 99,3% dei bimbi dunque è in regola per la città: «Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane continueremo a lavorare – spiega l’assessore all’Istruzione Loredana Poli – sugli ultimi casi ancora aperti, nella speranza di consentire a tutti i bambini di completare l’anno educativo in corso».

«I dati aggiornati a tutto il 10 marzo testimoniano il buon lavoro svolto negli asili nido del Comune di Bergamo: vorrei ringraziare a questo proposito tutto il personale che ci ha permesso di seguire le varie fasi di applicazione della legge, pur in assenza di una efficace Anagrafe vaccinale regionale che, invece, dal prossimo anno, dovrebbe rendere tutte le procedure più semplici e meno gravose per le famiglie e per i nostri uffici». Così l’assessore all’Istruzione del Comune di Bergamo, Loredana Poli, commenta la scadenza di consegna della documentazione comprovante l’obbligo vaccinale per l’anno scolastico in corso.

«Tutto il lavoro e l’impegno dei mesi scorsi hanno fatto sì che solo lo 0,7% di famiglie non abbia rispettato la scadenza di legge dello scorso sabato»: sono infatti solamente 4 le situazioni non in regola su 515 bambini frequentanti i nidi del Comune di Bergamo. «Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane continueremo a lavorare – prosegue Poli – sugli ultimi casi ancora aperti, nella speranza di consentire a tutti i bambini di completare l’anno educativo in corso».

L’assessore Poli esprime poi soddisfazione riguardo «i dati diffusi nelle scorse ore dall’Istituto Superiore di Sanità, dati che indicano una copertura vaccinale media superiore al 95% su tutto il territorio nazionale. Si tratta, a mio avviso, di un indicatore circa la responsabilità delle famiglie del nostro Paese sul tema fondamentale della salute della comunità».


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