Vaccinazioni in Lombardia, pronti ad aprire le prenotazioni per gli under 65. Anche a Orio la fornitura di 1,5 milioni di dosi Pfizer

Vaccinazioni in Lombardia, pronti ad aprire le prenotazioni per gli under 65. Anche a Orio la fornitura di 1,5 milioni di dosi Pfizer

Superate le 2,5 milioni di dosi somministrate in Lombardia. L’obiettivo: arrivare a 100 mila dosi al giorno.

«Inizierà oggi (mercoledì 21 aprile ndr) la consegna alle Regioni di oltre 1,5 milioni di dosi di vaccino Pfizer: l’arrivo è previsto in mattinata presso gli aeroporti di Ancona, Bergamo Orio al Serio, Brescia Montichiari, Bologna, Malpensa, Napoli, Pisa, Roma Ciampino e Venezia». Lo rende noto il commissariato all’emergenza Covid. «Le dosi verranno consegnate direttamente alle strutture designate dalle Regioni, per la successiva distribuzione ai punti di somministrazione».

Il punto sulle vaccinazioni in Lombardia

«Complessivamente a ieri, abbiamo superato le 2,5 milioni di dosi somministrate. Ieri, in tutti i centri vaccinali abbiamo fatto 65 mila dosi. Un risultato buono, superiore al target fissato dalla struttura commissariale. Possiamo confermare le 100 mila vaccinazioni per le prossime settimane» ha detto il direttore generale del Welfare di Regione Lombardia, Giovanni Pavesi, nel corso dell’audizione alla Commissione Sanità del Consiglio Regionale lombardo in corso nella mattinata di mercoledì 21 aprile. «Il tema rimane sempre quello della fornitura dei vaccini. Siamo, non dico contingentati, ma tarati sulle forniture - ha aggiunto -. In questo momento abbiamo un programma fino al 6 maggio, in attesa del programma delle settimane successive. Abbiamo già somministrato, in anticipo sui tempi che ci eravamo dati, 258 mila dosi per la fascia tra i 70 e i 79 anni. Abbiamo aperto le prenotazioni per i 65-70, ma siamo pronti a scendere sotto i 65 anni» ha aggiunto. «Abbiamo praticamente concluso l’operazione per gli over 80 - ha detto ancora Pavesi - e con l’aiuto dei comuni stiamo cercando di raggiungere quelli che ancora non lo erano stati. Dobbiamo finire quelli che vanno vaccinati a domicilio, ma ne stiamo facendo circa mille al giorno». «Tra fragili e caregiver - ha concluso il dg -, abbiamo somministrato dosi a 112 mila persone e siamo ancora a metà dell’elenco Inps e ci vorranno alcune settimane per concludere questa platea».

Il programma

La Dg Welfare è riunita in queste ore per definire le prossime tempistiche della campagna vaccinale massiva: domani (giovedì 21 aprile) dovrebbero aprire le prenotazioni sul portale di Poste alla restante popolazione over 60, un target totale di 1 milione e 189 mila cittadini, che la Regione puntava a vaccinare dal 9 al 18 maggio (mentre, a ritmo più lento, si è partiti invece il 19 aprile). In attesa di ulteriori specifiche, questi restano i prossimi step: il 30 aprile apriranno sul portale le prenotazioni per gli over 50 (1.592.070 lombardi), da vaccinare a partire dal 19 maggio. Il 14 maggio si apriranno infine le prenotazioni per gli under 49 (4 milioni di lombardi) da vaccinare a partire dall’8 giugno.

Gli hub

«Con questa settimana entrano in funzione quasi tutti i centri massivi che facevano parte dei 76 centri del primo elenco che era stato approvato. Sono nella quasi totalità operativi, anche quelli più grandi e gestiti da soggetti privati. A questi, come avevamo anticipato, abbiamo fatto seguire l’integrazione di altri centri che abbiamo ritenuto potessero essere strategici e utili a coprire meglio il territorio» ha detto il direttore generale del Welfare di Regione Lombardia, Giovanni Pavesi.

«Il nostro obiettivo - ha detto Pavesi - è quello di vaccinare il più possibile in pochi centri molto grandi che ci consentono una logistica più facile e una concentrazione del potenziale rischio, con una assistenza diretta della nostra emergenza urgenza perché eventi avversi possono sempre succedere». «Siamo pronti a aumentare l’orario di accessibilità nei centri vaccinali. Oggi lavorano dalle 8 alle 20, ma nulla toglie di poter integrare con dell’orario aggiuntivo, serale o pre-mattutino. Le potenzialità per fare di più ci sono» ha concluso Pavesi.


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