Caso Yara, la testimone ribadisce «Vidi Bossetti in auto con lei» - Foto
Udienza in corso al Tribunale di Bergamo (Foto by Bedolis)

Caso Yara, la testimone ribadisce
«Vidi Bossetti in auto con lei» - Foto

L’udienza del 24 febbraio si è aperta con la deposizione di Alma Azzolin, la donna di Trescore Balneario che ha raccontato di aver visto Bossetti a Brembate Sopra in compagnia di una ragazzina. La difesa: non era lui.

«Vede qui in aula la persona che ha descritto?». «Sì, è lui». Quando l’avvocato Enrico Pelillo, legale della famiglia Gambirasio, ha chiesto ad Alma Azzolin se riconosceva Bossetti nell’uomo che aveva visto a Brembate Sopra l’estate prima del delitto la donna non ha avuto dubbi e ha indicato il muratore di Mapello.

È uno dei passaggi chiave dell’udienza del 24 febbraio, che si è aperta verso le 10 in un Tribunale di Bergamo affollatissimo (aula vietata a fotografi e videocamere come le altre volte) e con misure di sicurezza rafforzate. Alma Azzolin è una delle persone chiamate a testimoniare nella giornata di oggi insieme ai familiari di Bossetti. La donna, di Trescore Balneario, nell’estate del 2010 era stata a Brembate Sopra per accompagnare la figlia agli allenamenti di ciclismo. Azzolin ha raccontato di aver visto in due circostanze un uomo in cui ha riconosciuto Bossetti. La prima volta nel parcheggio del cimitero, che si trova vicino al centro sportivo: «L’uomo è arrivato a bordo di una station wagon – ha raccontato in aula – poco dopo è arrivata una ragazzina con i capelli lunghi ed è salita in auto. L’uomo mi fissava». La seconda all’Eurospin: «Ero nel supermercato a prendere delle bibite e alla cassa ho rivisto lo stesso uomo con delle birre, l’ho riconosciuto», ha raccontato Azzolin. Dopo il fermo di Bossetti, il 14 giugno 2014, guardando una trasmissione televisiva che mostrava anche il parcheggio del cimitero si era ricordata della circostanza e ne aveva parlato con i carabinieri, poi era stata convocata dai militari per deporre.

Dopo una breve sospensione, l’udienza è ripresa con il controesame della difesa. L’avvocato Claudio Salvagni ha mostrato in aula un video con il tragitto compiuto da Azzolin il giorno in cui la donna avrebbe visto Bossetti al cimitero, mentre il collega Paolo Camporini ha rivolto alcune domande riguardanti alcuni dettagli riferiti dalla donna. Per esempio, ha chiesto il colore dei capelli della ragazzina: «Marrone scuro» ha risposto Azzolin, mentre il legale le ha le contestato che in un’altra occasione aveva detto castano chiari. Anche per quanto riguarda la vettura station wagon, Camporini ha fatto notare che in passato la donna aveva detto il colore dell’auto, ma non aveva specificato il modello. Alma Azzolin comunque si è detta sicura del fatto che «la ragazzina sull’auto era Yara, ho intravisto anche l’apparecchio ai denti». «La polizia – ha aggiunto – mi mostrò alcune fotografie di Yara e l’ho riconosciuta nella ragazzina che avevo visto». Anche in aula è stato mostrato ad Azzolin un album di fotografie di Yara, tra le quali le donna ha riconosciuto quella più vicina al suo ricordo, la stessa foto che indicò all’epoca agli investigatori.

La tensione è salita quando l’avvocato Camporini ha chiesto alla Corte (contraria la pm Ruggeri) di acquisire le informazioni meteo di giovedì 9 settembre 2010, giorno che la testimone aveva definito caldo e afoso. Il difensore ha sostenuto a gran voce di poter documentare che Bossetti non è stato a Brembate Sopra in nessun martedì e giovedì (giorni degli allenamenti della figlia di Azzolin) di agosto e settembre. La verifica sul meteo servirebbe a verificare se i ricordi della testimone coincidono con la realtà.

La deposizione di Azzolin si è conclusa verso le 13.


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