Visite ed esami, tempi d’attesa lunghi
«Il problema c’è, ma lo risolveremo»

Buone performance e qualche criticità per i tempi di attesa necessari per prestazioni diagnostiche e visite specialistiche. Lo dicono le elaborazioni diffuse e fatte da Cgil Welfare di Bergamo, sulla base dei dati Ats (monitoraggio di maggio 2016).

Anche se, pur confermando le criticità, l’Ats, Agenzia tutela della salute, di Bergamo evidenzia che le tinte «fosche» sono stemperate da dati più aggiornati e non compresi nell’elaborazione della Cgil. Le prestazioni che hanno maggiori criticità sulle attese, nella media, stando alle elaborazioni della Cgil, sono quelle oculistiche (con la cataratta che è in media sopra i 90 giorni di attesa e la prima visita mediamente sopra i 40 giorni, che salgono a 90 a Zingonia, alla San Francesco, a Trescore e alle Gavazzeni), e alcune ecografie.

Le attese più «ragionevoli, entro due settimane, riguardano, stando sempre ai dati Cgil, prestazioni come esofagogastroduodenoscopia (tempi più lunghi però a Gavazzeni e Papa Giovanni), Tac del capo senza contrasto, radiografia colonna lombo-sacrale, radiografie e Tac torace (alla San Francesco entro 3 giorni e alla Castelli entro 10), Tac del bacino (a Piario le attese però sono di 3 giorni mentre di tre mesi a Gavazzeni e Papa Giovanni), e la prima visita oncologica.

«Quello delle liste d’attesa – spiega il direttore generale dell’Ats di Bergamo, Mara Azzi – è un tema sul quale abbiamo aperto proprio in queste ore uno specifico tavolo di lavoro per cercare di alleggerire la situazione, che, a onor del vero, non appare così pesante come sottolineato dalla Cgil. I dati rilevati direttamente da Ats, non forniti dunque dalle strutture ospedaliere, sono infatti leggermente diversi e delineano un quadro meno aggressivo, pur ribadendo la presenza del problema e la necessità di risolverlo».

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