Bossetti, il furgone al centro del processo La corte deciderà sulla richiesta  di  perizia
Le immagini del furgone, che si sospetta sia di Bossetti, ripreso dalle telecamere di sorveglianza il giorno della scomparsa di Yara Gambirasio (Foto by Bedolis)

Bossetti, il furgone al centro del processo
La corte deciderà sulla richiesta di perizia

Prosegue il processo a Massimo Bossetti. Folla in aula e fuori dal Tribunale. Il giudice bacchetta le parti e il pubblico dopo le tensioni della scorsa settimana: «Non tollereremo più comportamenti oltraggiosi». Espulsa una ragazza del pubblico. Controesame per il criminologo Ezio Denti, consulente della difesa.

È ancora il furgone di Massimo Bossetti, con i fotogrammi delle telecamere, il tema chiave del processo in corso a Bergamo. Nell’udienza del 15 gennaio si è tornato a parlare di come dell’identificazione del mezzo, già al centro di scontri fra accusa e difesa. Il pm Letizia Ruggeri ha chiesto alla Corte di chiamare a deporre sul tema alcuni tecnici della Iveco, oltre ai carabinieri del Ris e dei Ros. L’avvocato Paolo Camporini, che con il collega Claudio Salvagni difende Bossetti, ha invece chiesto di eseguire una perizia in contraddittorio, con un esperto nominato dalla Corte, per dirimere una volta per tutte la questione. Il giudice ha rigettato la richiesta del pm, mentre si è riservato sulla richiesta di Camporini.

L’udienza si è aperta in un clima tesissimo, dopo la bagarre in aula che la scorsa settimana aveva portato alla sospensione del dibattimento. Il giudice Antonella Bertoja in aula ha lanciato un avvertimento forte alle parti e al pubblico: «È l’ultimo avviso alle parti e al pubblico – ha spiegato – : non sono ammessi comportamenti oltraggiosi nei confronti della Corte e pregiudizievoli per i lavori». «Le domande delle parti non devono contenere commenti né critiche, ma devono essere rivolte in maniera asettica. Sono inoltre vietate domande ai testimoni su qualifiche personali o qualità morali».

E al pubblico (oggi sono arrivati in tantissimi, almeno 20 le persone che sono rimaste fuori dal Tribunale) l’avvertimento ad astenersi da commenti e brusii, in caso di violazione il giudice ha avvisato che scatterà «l’identificazione e l’espulsione», cosa che è già successa stamattina: una ragazza del pubblico è stata espulsa per i brusii ed è stata identificata dai carabinieri. Il giudice non ha escluso la possibilità di proseguire il processo «a porte chiuse» nel caso non vengano rispettate le regole. Dopo il monito, è partito il controesame del pm Letizia Ruggeri al criminologo Ezio Denti, consulente della difesa. In aula con Massimo Meroni (in qualità di procuratore in pectore dopo che Francesco Dettori è andato in pensione) il pm è tornato sul già discusso tema delle telecamere che hanno filmato il furgone identificato come quello di Bossetti.

Carabinieri in via Borfuro

Carabinieri in via Borfuro
(Foto by Bedolis)

Letizia Ruggeri ha contestato a Denti di aver appreso della procedura di estrapolazione delle immagini delle telecamere da una rivista dei carabinieri e anche contestato il metodo di musurazione del consulente. Denti ha rilevato alcune difformità di orari nelle telecamere di una ditta di Brembate Sopra che riprendono il passaggio del furgone Iveco Daily. Si è quindi discusso su una macchia di ruggine, che per la procura conferma che il furgone è quello di Bossetti, ma il perito di parte ha risposto di non poter dire che la macchia sia di ruggine. «Sono pilota di elicotteri e supero la visita medica ogni sei mesi», ha evidenziato Denti. «Io invece sono miope ma la macchia la vedo», ha ribattuto la pm. Quanto poi alle maniglie che proverebbero per la difesa che il cassonato de furgone è diverso da quello dell’imputato, il pm ha sostenuto che non si tratta di una maniglia, bensì della recinzione dell’azienda che oscura in parte la strada.

«Forse non sono stata abbastanza chiara all’inizio della seduta: serve maggiore rispetto per la corte, in modo che i lavori possano svolgersi regolarmente - ha detto la presidente, prima di sospendere la seduta per la pausa - È l’ultima possibilità, dopodiché chiuderemo davvero le porte». La ragazza che in mattinata era stata fatta allontanare dall’ aula per i suoi commenti e era stata poi identificata dai carabinieri, non potrà più partecipare alle udienze.

La polemica della scorsa settimana aveva finito per oscurare, almeno parzialmente, le tesi difensive di Denti, che per tutta la mattina aveva sostenuto che l’autocarro inquadrato dalle telecamere nella zona del centro sportivo di Brembate Sopra non sarebbe quello di Bossetti, come invece ritengono gli inquirenti. «I filmati sono stati acquisiti senza seguire i protocolli», aveva affermato Denti, che ha rincarato la dose: «Il camioncino ripreso dalla telecamera Polynt 2 non può essere quello di Bossetti, perché quello ripreso è a “passo corto”, non medio, come dimostrano le mie misurazioni con il programma Autocad» e neppure quello ripreso dalle telecamere della Shell «perché la campata a protezione della cabina è più alta di quella del mezzo di Bossetti».

L’arrivo della pm Letizia Ruggeri

L’arrivo della pm Letizia Ruggeri
(Foto by Bedolis)

Per Denti, dunque, l’indagine dei Ris sarebbe da buttare. Così come quella dei Ros, che analizzando 2 mila Iveco Daily nel Nord Italia erano giunti alla conclusione che quello di Bossetti aveva caratteristiche tali da renderlo un unicum . «Tredici punti su 14 individuati dai Ros sono comuni a tutti i mezzi» ha dichiarato venerdì scorso Denti, che poi ha presentato un elenco di otto camioncini individuati a caso da lui nella Bergamasca, che non figurerebbero tra quelli presi in esame dagli inquirenti. «Mi dica il passo di questi mezzi...» ha chiesto sempre venerdì scorso il pm Ruggeri, lasciando intendere che il consulente avrebbe preso in esame mezzi con passo diverso da quello di Bossetti (e per questo fuori dall’elenco degli investigatori).


© RIPRODUZIONE RISERVATA