Domenica 14 Settembre 2014

Macellaio ucciso, preso il killer

Il rifugio era ad Antegnate

Carabinieri davanti alla villa di Pietro Raccagni a Pontoglio

Fino all’ultimo ha cercato di farla franca, tentando un’improbabile fuga di balcone in balcone per sottrarsi all’arresto. Alla fine però Vitor Lleshi, albanese di 23 anni, è finito in manette, bloccato e arrestato dai carabinieri martedì scorso (ma la notizia è stata diffusa solo sabato) con l’accusa di essere uno dei responsabili della rapina in villa costata la vita al macellaio di Pontoglio (Brescia), Pietro Raccagni, avvenuta l’8 luglio scorso.

Dopo oltre due mesi di indagini, i militari del nucleo investigativo di Brescia sono riusciti a scoprire il suo nascondiglio: Lleshi si trovava in un appartamento di un condominio di via Cappuccini, ad Antegnate. Lo ha tradito una telefonata in Albania: supplicava qualcuno di mandargli un passaporto falso, per poter scappare dall’Italia. Ad Antegnate era in compagnia di un connazionale, indagato per favoreggiamento (avrebbe tentato di ostacolare l’operazione di carabinieri, ritardando l’apertura della porta per cercare di far guadagnare secondi preziosi all’amico che tentava la fuga).

Vitor Lleshi è finito in carcere con l’accusa di rapina aggravata e omicidio preterintenzionale. Sarebbe stato proprio lui a sferrare la bottigliata in testa risultata fatale al macellaio. Ad accusarlo sono proprio i suoi complici, finiti in manette prima di lui, che lo avrebbero indicato come responsabile materiale dell’omicidio.

Raccagni, 53 anni, era stato colpito alla testa con una bottigliata e lasciato a terra sulla rampa che collega il garage della sua villetta e la strada, dopo aver tentato di inseguire i malviventi che si erano impossessati della sua Mercedes. Undici giorni dopo, il decesso in ospedale a Brescia.

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