È un’estate veramente pazza
Manca pure il tormentone musicale

L’estate che non c’è. L’estate che ti aspetti e non arriva: piogge, acquazzoni, serate fin troppo fresche. E poi, insieme al sole e al caldo, l’assenza più pesante per gli amanti del genere: quella del tormentone musicale.

È un’estate veramente pazza Manca pure il tormentone musicale
I Negramaro: la loro canzone sull’Italia ai Mondiali non ha sfondato

L’estate che non c’è. L’estate che ti aspetti e non arriva: piogge, acquazzoni, serate fin troppo fresche. E poi, insieme al sole e al caldo, l’assenza più pesante per gli amanti del genere: quella del tormentone musicale. Tempi andati quelli in cui tutti cantavano a squarciagola «Vamos a la playa», muovendosi però verso le molto poco esotiche Ostia o Rimini.

Passato gloriosamente anche il periodo più recente del «Waka waka» di shakiriana memoria a colpi di ancheggiamenti e saltelli o del demenziale, amato-odiato, «Pulcino Pio». Quest’anno gli addicted del ritornello a tutti i costi sono rimasti a bocca asciutta, o quasi. Dopo un inverno passato con «Happy» di Pharrell Williams a imperversare ovunque, è crisi di astinenza: niente colonna sonora per le vacanze.

A poco sono serviti anche i Mondiali di calcio, solitamente grandi ispiratori di tormentoni estivi da «Notti magiche» del Campionato del ’90 Made in Italy al «Waka waka», appunto, dell’ultima Coppa del mondo in Sudafrica. In Italia non hanno sfondato né i Negramaro con «Un amore così grande», canzone ufficiale dell’Italia, né Mina che canta «La palla è rotonda».

Un po’ meglio, almeno in termini di classifiche, è andata a «Maracanà» di Emis Killa. L’inno ufficiale «We are one», cantato da Pitbull con Claudia Leitte e Jennifer Lopez, ha riscosso un’accoglienza tiepida, mentre quello non ufficiale «Dare» di Shakira è stato più apprezzato (266 milioni di visualizzazioni su Youtube, contro i 216 del brano «avversario»). La storia dei tormentoni parte da lontano: uno dei più famosi è il successo dell’83 dei Righeira, ma nell’ipotetica classifica entrano di diritto anche «Un’estate al mare» di Giuni Russo (1982), «Easy lady» di Spagna (1986), «Sotto questo sole» di Paolo Belli (1990), «Macarena» dei Los del Rio (1996).

Negli ultimi tempi, però, complici anche le nuove tecnologie, sembra esserci un cambio di tendenza: non più un solo brano a farla da padrona, ma una serie di canzoni inserite nella playlist del proprio telefonino.

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