I giovani e la politica: quale rapporto?

«I giovani non si vogliono più interessare della politica». È una frase che ha il sapore della rassegnazione: gran parte dei giovani, forse esasperati e stanchi dei cattivi esempi della nostra classe dirigente, hanno preferito non immischiarsi nella questione.

«I giovani non si vogliono più interessare della politica». È una frase che ha il sapore della rassegnazione: gran parte dei giovani, forse esasperati e stanchi dei cattivi esempi della nostra classe dirigente, hanno preferito, un po’ per incoscienza e un po’ per snobismo, non immischiarsi in questa così appiccicosa questione. E come dargli torto?

I GIOVANI E LA POLITICA

Eppure un giovane non può non interessarsi della politica: «Non si tratta di dire mi piace o non mi piace; la politica non è una questione di gusto: ci riguarda tutti e noi giovani non possiamo restare indifferenti», così Arianna, 19 anni, studentessa del liceo Lussana, cerca di ridestare tutti i giovani che han perso la voglia e l’interesse per la politica… Dopo tutto, la politica è anche saper guardare al futuro (che oramai ha smesso di essere roseo) e saperlo ripensare. I giovani devono ritrovare il coraggio di farlo perché il futuro appartiene a loro.

Politici però non si nasce ma si diventa. Non è più possibile seguire il canonico iter del «candidarsi e farsi eleggere» (così rispose un ex consigliere regionale a un ragazzo che chiedeva cosa dovessero fare i giovani per impegnarsi in politica). Bisogna invece riflettere sulla complessità del mondo e avere il coraggio di porsi quesiti sulla dura attualità, per formarsi un personale, autonomo senso critico, libero da ideologie semplicistiche.

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