Martedì 15 novembre 2011

Da «Twilight» alla Bergamasca
La storia del vampiro di Bottanuco

Nell'estate dei vampiri di Twilight, torna alla memoria la storia del bergamasco Vincenzo Verzeni, nato a Bottanuco nel 1849, il più antico serial killer, soprannominato il «vampiro della Bergamasca», ragazzo in apparenza gentile e silenzioso, proveniente da una famiglia disagiata, che in realtà si macchiò di efferati delitti, seminando il panico nelle campagne bergamasche dal 1870 al 1874.

Catturato e processato, fu sottoposto a perizia psichiatrica dal dottor Cesare Lombroso al quale confidò: “Io ho veramente uccise quelle donne e tentato di strangolare quelle altre, perché provava in quell'atto un immenso piacere. Le graffiature che si trovarono sulle cosce non erano prodotte colle unghie ma con i denti, perché io, dopo strozzata la morsi e ne succhiai il sangue che era colato, con che godei moltissimo”. Al processo, Verzeni scampò la condanna a morte per fucilazione e fu condannato ai lavori forzati. Il 13 aprile 1873 fu rinchiuso nel manicomio giudiziario di Milano. Alle 4 del mattino del 23 luglio gli infermieri lo trovarono nudo, con le ciabatte, appeso per il collo con una fune attaccata all'inferriata della finestra.

Un cronista del tempo scrisse. “Gli infermieri cercano di soccorrerlo tagliando la fune ma, anche il medico chiamato e sopraggiunto, possono soltanto constatarne l'avvenuto decesso”. Ma la tragica fine di Verzeni è stata ribaltata da due produttori televisivi - Mirko Cocco e Michele Pinna - che durante le riprese e le ricerche necessarie per un servizio su Verzeni si sono recati a Bottanuco scoprendo che non esiste più il numero civico presso il quale abitava il Verzeni e all'anagrafe c'è la copia dell'atto di morte: il nr. 87 che certifica la morte di Vincenzo Verzeni in Bottanuco per cause naturali alle ore 15,35 del 31 dicembre 1918. Eppure per gli infermieri del manicomio si era suicidato nel 1874.

Su L'Eco di Bergamo l'edizione datata 3 - 4 dicembre 1902 riporta un articolo nel quale si legge: “Per l'uscita di Verzeni dall'ergastolo. - Da Bergamo si scrivono le seguenti notizie ad un giornale di Milano, notizie che da assunte informazioni ci risultano vere: La popolazione di Bottanuco è terrorizzata al pensiero che Vincenzo Verzeni, lo squartatore di donne, ha quasi ormai finita l'espiazione della pena, che dall'ergastolo, fu convertita in 30 anni di reclusione. Il lugubre ricordo delle gesta sanguinose del Verzeni è ancora vivo in Bottanuco e nei paesi circostant"i.

Le ricerche dei due produttori hanno portato a scoprire che l'episodio del tentato suicidio in manicomio accadde realmente ma il Verzeni fu salvato in extremis. Deportato presso il carcere di Civitavecchia Verzeni scontò il resto della pena.. Rilasciato, tornò a Bottanuco dove morì il 31 dicembre 1918 alle ore 15,35.

I DELITTI
1870
, Giovanna Motta 14 anni, viene ritrovata cadavere. Sul collo presenta molti morsi.

1872 Elisabetta Pagnoncelli viene trovato morta. Sul corpo morsi e graffi ovunque. quasi un rituale vampirico.
1867, Verzeni afferra alla gola la cugina Marianna, la giovane urla e fa fuggire Vincenzo.
1869, Barbara Bravi è afferra al collo da uno sconosciuto, ma la stessa non esclude che possa essere stato Verzeni.
1869, Margherita Esposito è aggredita da un tizio che lei identifica come Verzeni.
1869 Angela Previtali è presa dal Verzeni che però la libera, commosso dalle lacrime della vittima.
1871, Maria Galli è aggredita da una persona uomo che lei riconosce come Verzeni.
1871 Maria Previtali è afferrata alla gola. La stessa indicherà come suo aggressore Verzeni come colpevole.


Emanuele Roncalli


Fonti
www.occhirossi.it/biografie/VincenzoVerzeni.htm
www.vampiri.net/ombre_20a.html
http://ivoltidelcrimine.wordpress.com/

e.roncalli

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