Lunedì 07 Marzo 2011

Un minuto con Dante Alighieri
I seminatori di discordie

I SEMINATORI DI DISCORDIE

XXVIII, 7 ss.


7 S'el s'aunasse ancor tutta la gente
8 che già in su la fortunata terra
9 di Puglia, fu del suo sangue dolente

10 per li Troiani e per la lunga guerra
11 che de l'anella fé sì alte spoglie,
12 come Livio scrive, che non erra,

13 con quella che sentio di colpi doglie
14 per contastare a Ruberto Guiscardo;
15 e l'altra il cui ossame ancor s'accoglie

16 a Ceperan, là dove fu bugiardo
17 ciascun Pugliese, e là da Tagliacozzo,
18 dove sanz'arme vinse il vecchio Alardo;

19 e qual forato suo membro e qual mozzo
20 mostrasse, d'aequar sarebbe nulla
21 il modo de la nona bolgia sozzo.

Dante inizia il canto XXVIII con un'immagine raccapricciante: è questo il canto del sangue e delle piaghe perché - come dirà lui stesso - se radunassimo tutti i caduti in battaglie note e meno note con i loro corpi mutilati e feriti non proveremmo lo stesso orrore di quello che proviamo osservando i dannati della nona bolgia, dove sono puniti i seminatori di discordie. Evidentemente c'è uno stretto rapporto tra i corpi orrendamente mutilati e feriti dei caduti in guerra con il contrappasso dei seminatori di discordie, i quali hanno causato delle scissioni dolorose all'interno di uno stesso popolo o addirittura di uno stesso nucleo familiare. Qui troviamo Maometto, tagliato dal mento fino all'ano e suo genero Alì, tagliato dal mento fino alla fronte; i due sono considerati scismatici in quanto il primo -secondo una credenza diffusa all'epoca- era un sacerdote ambizioso che, per non essere riuscito nei suoi propositi, decise di fondare una setta dalla quale a sua volta suo genero separandosi, ne fondò un'altra (gli Sciiti).
Poi incontreremo Pier da Medicina, oscuro personaggio, con il naso ed un orecchio mozzi; Curione, con la lingua mozzata perché con essa aveva consigliato Cesare di varcare il Rubicone, dando inizio alla guerra civile; Mosca dei Lamberti, con le mani mozze perché colpevole di aver istigato le prime lotte sanguinose tra Guelfi e Ghibellini a Firenze; Bertram dal Bornio, un trovatore, con il capo mozzato e retto in una mano come fosse una lanterna, perché divise il figlio dal padre.
Costoro, in un crescendo di orrore, rappresentano in modo visibile ed emblematico nelle mutilazioni dei loro corpi quanto hanno provocato nelle relazioni sociali, sia nella comunità civile, sia in quella religiosa, sia - ed è colpa ancora più grave - nella comunità familiare.

Enzo Noris

fa.tinaglia

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