Mercoledì 06 Luglio 2011

Jovanotti superstar a Bergamo
Re del ritmo e guru sintetico

Tre lettere, «Ora»: il tempo dello show. Jovanotti in Fiera invita tutti al suo party, tra presente e futuro. Una festa di effetti speciali, poesia, luci, video, tecno-art quadridimensionale e dance per corpi liberi. All'inizio appare Piero Angela in schermo, giusto per annunciare il viaggio sull'astronave del tempo, attraverso stelle ed eventi che accadono nello spazio-tempo del Big Bang popular di Jovanotti. «Restiamo umani» è lo slogan.

Si comincia con «Megamix». Il deejay accende la consolle e la serata parte con l'entusiasmo della gente che batte a mille. Suono tecnologico e ruvido, ritmo incalzante. Sullo schermo la mappa della città e l'albero genealogico dei Facchinetti, padre e figlio, amici da sempre. Lorenzo ha giacca scura e cravatta rossa.

 Prima in scaletta vanno le canzoni dell'ultimo disco, poi si rilegge il passato alla luce delle nuove contaminazioni. Lo spettacolo è innovante, come fosse una canzone unica. Ci dev'essere stato un gran affannarsi di videoartisti, ingegneri di palco e musicisti per mettere in scena l'energia di «Ora»; il risultato è lì da vedere e sentire, ed è eclatante.

Se c'è un concerto, di questi tempi, che guarda al futuro nella mescolanza dei segni, dei ritmi, delle culture, della tecnologia, quello di Jovanotti è certamente il più avanti. La scena è un laboratorio dove far scorrere le idee, come fossero sottotitoli delle canzoni; è l'estensione della musica secondo i dettami della modernità e delle tendenze in voga.

C'è l'idea del rave party, depurata da ogni trasgressione, filtrata da una sensibilità positiva. «Il più grande spettacolo dopo il Big Bang» va in scena qui, alla Fiera, davanti ad una folla mista di giovani, giovanissimi, grandi e piccini: in tutto circa ottomila paganti.

Leggi di più su L'Eco di mercoledì 6 luglio: due pagine su Jovanotti

m.sanfilippo

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