Martedì 03 Aprile 2012

Il punk: energia a tutto volume
Bande bergamasche sulla breccia

«Punk's not dead» (Il punk non è morto) gridavano gli Exploited nel 1981 dai bassifondi di Edimburgo e verrebbe da cantarlo anche negli anni Dieci di questo terzo millennio: sono tante, infatti, le band bergamasche che ancora oggi suonano quel tipo di musica nato 40 anni fa con i Fast Four (i veloci 4), ovvero i Ramones di New York.

Quella punk è una scena che rimane lontana dai grandi circuiti ma che trasuda di grinta e voglia di emergere grazie alle etichette indipendenti che promuovono le band: è il caso della Samoan Records, fondata nel 2008 da 5 gruppi della Bassa bergamasca, tra cui i Left Behind.

Sempre dalle parti della pianura arrivano i Crancy Crock che il 7 aprile festeggiano al Menez Pub di Martinengo i 15 anni di attività e tre album, accomunati da sonorità vicine al punk rock americano e all'hardcore melodico ma con testi in italiano.

Più vicini allo street punk e legati alla vita da strada ci sono infine i Baraonda Beerpunk e i Subgruppo Devasto, questi ultimi pronti a uscire con un nuovo disco per celebrare il decennale dalla nascita. Cinque band unite sotto una sola etichetta per promuovere la scena locale e per organizzare concerti con gruppi storici dell'ambiente come Gerson, Punkreas, Los Fastidios e molti altri.

Il tutto con la collaborazione di altre realtà indipendenti locali come la «Business a low cost company», etichetta attiva da 7 anni e che tra le sue fila vanta diverse band della scena punk-hardcore italiana tra cui i bergamaschi Label, ispirati all'hardcore italiano anni '80.

Chi da anni calca palchi e studi di registrazione sono i Gea e gli El-Thule, band accomunate da un sound più vicino allo stoner rock, genere nato in California e caratterizzato da sonorità pesanti con chitarre saturate e bassi distorti: i Gea sono appena usciti con il loro quinto disco in 14 anni di storia, Gea alle ore blu, come sempre in vinile.

Al lavoro anche i Mecheros e i Cornoltis, Le capre a sonagli e i Fletcher.

Leggi di più su L'Eco di martedì 3 aprile

m.sanfilippo

© riproduzione riservata