Domenica 03 Giugno 2012

Bronfman, pianoforte in stile '900
Stasera è al Festival pianistico

Arriva domenica 3 giugno (alle 21) un altro colosso della tastiera. Per la prima volta al Festival pianistico internazionale, e per la prima volta a Bergamo sbarca al teatro Donizetti il russo-statunitense Yefim Bronfman. Sabato a Brescia, oggi nella nostra città, Bronfman solo quest'anno ha suonato a più riprese negli Usa, da Indianapolis a Cleveland, da Palm Beach a Miami, da New York (Carnagie Hall) a Kansas City, da Philadelphia a Los Angeles, da Toronto, in Canada, a Londra.

Nativo del Tashkent nella ex Urss (oggi in Uzbekistan), classe 1958, emigrato con la sua famiglia in Israele nel 1973, si è poi formato alla Julliard School di New York e al Curtis Institute di Philadelphia sotto la guida di autorità assolute come Rudolf Firkusny, Leon Fleisher e Rudolf Serkin.

Nel 1989 ha ottenuto la cittadinanza americana. Proprio negli Usa la sua fortuna artistica non ha segreti: la Chigago Symphony diretta da Riccardo Muti lo ha voluto per il gala d'inaugurazione della stagione 2010-2011. I premi legati alle sue produzioni e incisioni discografiche non si contano, in particolare per il repertorio moderno e anche contemporaneo.

Tra i suoi autori prediletti c'è il repertorio russo moderno, Prokof'ev in particolare. Proprio sulla falsariga del grande maestro russo Bronfman sembra proseguire nel solco della grande tradizione pianistica dell'ex Unione Sovietica, quella di Sokolov, di Richter, di Gilels e Neuhaus.

A Bergamo arriva con un programma di tre Sonate per pianoforte molto diverse: la Sonata Hob XVI n. 50 di Haydn, la Sonata op. 5 n. 3 di Brahms e la Sonata n. 8 op. 84 di Prokof'ev. La Sonata n. 50 dell'austriaco è dell'ultimo periodo, londinese, quando il compositore era ormai svincolato dal trentennale obbligo di servizio presso gli Esterhazy.

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m.sanfilippo

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