Martedì 11 Dicembre 2012

Raccontare la fine del mondo?
È affrescata a Trescore Balneario

La fine del mondo è stata raccontata in un affresco bergamasco 500 anni fa. Il tema tanto discusso in questi giorni, per l'avvicinarsi alla data del  21 dicembre 2012, non è nuovo nella storia. La paura che il «mondo finisca» si è verificata più volte nell'arco della nostra storia, con diversi profeti hanno spesso parlato di imminenti catastrofi planetarie o eventi apocalittici.

Su Fenix, la rivista di archeomisteri che dedica la copertina del mese di dicembre a questo tema, Isabella Dalla Vecchia parla di un dipinto italiano poco conosciuto, ma realizzato proprio in occasione della fine del mondo avvenuta 500 anni fa. A Trescore Balneario, all'interno della villa dei conti Suardi è possibile ammirare il bellissimo Oratorio completamente affrescato da Lorenzo Lotto che nel 1524 lo impreziosì con la sua arte non convenzionale.

Fu Giovan Battista Suardi a commisionargli un'opera molto particolare, il Cristo-Vite e le Storie delle Sante Barbara e Brigida, una richiesta molto sentita perché mosso da un sentimento devozionale più che dimostrativo del proprio potere. Il nobile era stato particolarmente colpito dalla profezia di un'alluvione devastante che nel febbraio del 1524 avrebbe distrutto il mondo intero, senza alcuno scampo. Alcuni astronomi avevano identificato nel cielo un'unica congiunzione astrale che avrebbe causato un catastrofico diluvio universale. Il fatto curioso è che un identico allineamento dei pianeti è avvenuto nella nostra epoca pochi mesi fa, nello scorso maggio 2012 i pianeti erano perfettamente allineati (alcuni erano visibili ad occhio nudo).

Quell'Apocalisse di 500 anni fa avrebbe poi originato un nuovo dominio dell'Anticristo, evento preannunciato dalla riforma luterana diffusa a quel tempo, per la pressante minaccia dei lanzichenecchi, notevole anche nel nord Italia. Il mondo non terminò e Battista Suardi ne fu talmente compiaciuto da commissionare un bellissimo affresco come ex voto al suo amico pittore Lorenzo Lotto. Vi era tra i due un reciproco rapporto di amicizia e stima, necessario affinchè questi affreschi fossero autentici dal punto di vista spirituale, cosicchè, a ricordo della scampata distruzione, avessero un valore aggiunto.

fa.tinaglia

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