Domenica 12 Maggio 2013

Cino Tortorella ai tempi del Donizetti
«Una volta mi lanciarono una scarpa»

«Vede il teatro Donizetti? Proprio lì tanti anni fa, all'inizio della mia carriera, quando facevo ancora l'aspirante mimo, mi capitò una cosa davvero incredibile, a ripensarci». Passeggiando per il centro di Bergamo, a Cino Tortorella viene quasi una folgorazione. «Me l'ero dimenticato fino a oggi – racconta, fermandosi accanto alla Vedovella e scoppiando a ridere mentre si sistema una ancora folta chioma bianca –: facevamo uno spettacolo in tre atti, ma il terzo era davvero improponibile. Così ricordo che ci tiravano di tutto. A un certo punto uno spettatore si tolse una scarpa e ce la tirò addosso. Incredibile davvero».

Il Mago Zurlì a Bergamo è di casa: domenica 12 maggio è al centro commerciale Continente di Mapello per la festa della mamma. Tortorella, classe '27 ma che sembra avere almeno 10 anni di meno, mostra orgoglioso il suo cappello da alpino paracadutista: «Lo tengo sempre in macchina, poi qui a Bergamo è un'icona». Al ristorante Arlecchino di piazza Sant'Anna racconta di apprezzare la cucina bergamasca e dell'amicizia con Luigi Veronelli. Poi snocciola una a una le tante trasmissioni che ha ideato, diretto e condotto. Fino a spiazzarci: «Il mago Zurlì? L'ho fatto per caso. Non dovevo essere io. Io ero il regista di uno spettacolo teatrale intitolato "Zurlì mago lipperlì” e il mago Zurlì era Giancarlo Dettori. Venne a vederci un allora funzionario Rai di nome Umberto Eco, che decise di farci esordire in tv. Ma Dettori non accettò perché mirava a ruoli forse più seri. Il problema è che arrivammo alla vigilia della messa in onda, il 3 gennaio '57, senza Zurlì. Nelle prove lo facevo provvisoriamente io. Eco mi disse: “Ma sei bravo, fallo tu”. Accettai».

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 12 maggio

fa.tinaglia

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