Martedì 11 Giugno 2013

Capriolo, chiude l'ex «Simpaty»
Trent'anni di musica e balli

Dopo trent'anni chiude il mitico «Simpaty», poi diventato «Grande Fratello», «Fattoria» e infine «Casa Blanca 99». Generazioni di giovani (e ormai ex), hanno ballato nei locali della storica discoteca di Capriolo, che per quelli ormai diventati a loro volta genitori (e forse anche nonni) si è sempre e solo chiamata «Simpaty».

Mercoledì, per salutare definitivamente tre decenni di musica, si è svolto il «Gran galà del ballo» con una serie di orchestre di liscio e alle 24,30 il buffet per tutti. I più giovani hanno «celebrato» l'addio alla discoteca sabato sera, domani tocca ai più agèe che chiuderanno in bellezza sulle note del liscio.

Aprì a fine Anni '70 il «Simpaty»: anni e anni di danze, divertimento, allegria e amori nati tra un lento, una salsa e un rock, tanto revival, luci strobo, piste incandescenti. Ai primi del 2000 il locale cambia pelle e azzecca il nuovo trend. Si chiamerà «Grande Fratello» e tutte le sere del fine settimana arrivano i partecipanti e i vincitori del celebre reality, per autentici bagni di folla.

La moda dura un bel po' di stagioni e da qui passano non solo grandi fratelli, veline e soubrette di ogni ordine e grado. Arrivano Belen e Pietro Taricone, Ezio Greggio e Valeria Marini. Tanti, tantissimi volti più o meno noti della tivù. Con i ragazzi della «Fattoria» il locale cambia ancora nome. Grande successo anche per gli Amici di Maria. Passa anche questa moda, ma il locale che nel frattempo cambia ancora una volta nome e diventa «Casa Blanca 99», è sempre pieno, pietra miliare del ballo in tutte le sue declinazioni.

Ma quella che si è chiusa mercoledì è l'ultima stagione. Lo storico complesso di via Bremola 34 a Capriolo quest'estate verrà demolito e al suo posto dovrebbe sorgere un maxi store del bricolage. Tutto cambia, anche il «Simpaty» che sembrava una certezza, intramontabile. Ma forse non tutto è perduto. La famiglia che dal 2000 lo gestisce è alla ricerca di un altro spazio (a Capriolo, a Palazzolo o a Rovato) in cui riproporre da settembre sotto altro nome la formula «Casa Blanca 99».

«In questi anni - racconta il titolare - abbiamo cercato di proporre musica per tutti i gusti e per tutte le età». Restando sempre «di moda», diversamente da tante altre discoteche storiche della zona, che negli anni pian piano hanno chiuso i battenti: dallo storico Peeter (poi Rebecca) di Tagliuno al Kiss (poi Capriccio) di Calepio, dal Tiffany di Sarnico al Quien Sabe di Albano. Da settembre i titolari garantiscono che la discoteca riaprirà, da qualche parte e con qualche altro nome.

Ma intere generazioni di ragazzi ormai alla soglia della terza età non dimenticheranno il capannone sulla strada che da Capriolo portava al lago, che la sera cambiava pelle trasformandosi in un «tempio» di luci e allegria.

e.roncalli

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