Domenica 17 Agosto 2014

A Locarno il bergamasco Bonfanti

Unico corto italiano in concorso

Il gruppo di lavoro di «Perfidia», l’unico film italiano in concorso a Locarno: il primo da sinistra è lo sceneggiatore bergamasco Fabio Bonfanti, 35 anni

Il bergamasco Fabio Bonfanti è arrivato al 67° Festival del cinema di Locarno. In camper, mentre sul red carpet sfilavano i blasonati con i flute di champagne in mano. La sceneggiatura di «Perfidia» - l’unico lungometraggio completamente italiano in gara al Pardo d’oro nel concorso internazionale – porta la sua firma. È stata scritta a quattro mani con il regista Bonifacio Angius, classe 1982.

La critica, insolitamente benevola nell’accogliere questa produzione low budget e under 40, l’ha definito un «noir esistenziale». Un’etichetta impegnativa. Non si tratta di un cinepanettone, certo, ma scordatevi il polpettone. Duemila spettatori, alla prima proiezione, hanno riso e pianto per 103 minuti. «È stata davvero un’emozione grandissima. Pensare che quelle battute le avevo scritte nella mia stanzetta…».

«Il film è ambientato a Sassari, specchio, però, di qualsiasi provincia italiana, anche di Bergamo. I luoghi e le persone sono universali: il bar dove i trentenni senza lavoro e senza amore passano il tempo passivamente; il papà che si accorge tardi e in modo pasticciato di avere un figlio, cerca di “infilarlo” nel sistema, con mezzucci e favoritismi» spiega il bergamasco. «Ti piace la vita?», è la domanda che irrompe a bruciapelo in un dialogo, squarciando il velo. E qui c’entra anche Dio. «Il protagonista ha dei sogni, delle aspirazioni; cerca di fare qualcosa di buono ma si rende conto che anche le azioni positive rimangono senza risultato. Non c’è un senso terreno ma nemmeno divino. Non c’è un lieto fine».

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