Bergamo Jazz scalda i motori Ecco i protagonisti dell’edizione 2016
Il direttore artistico Dave Douglas

Bergamo Jazz scalda i motori
Ecco i protagonisti dell’edizione 2016

Edizione numero 38, concerti con artisti internazionali, proiezioni di film, iniziative didattiche e altro ancora.

Dal 13 al 20 marzo, per la prima volta con la direzione artistica di una personalità centrale del jazz contemporaneo, il trombettista statunitense Dave Douglas, «Bergamo Jazz» sarà anche nel 2016 punto di riferimento immancabile per chi vuole conoscere da vicino una musica che, in virtù del suo glorioso passato e del suo florido presente, offre sempre opportunità di ascolto stimolanti e di arricchimento culturale. Organizzato dal Teatro Donizetti e dall’assessorato alla Cultura e Turismo del Comune di Bergamo, «Bergamo Jazz 2016» si preannuncia dunque ricco e variegato nei contenuti, nel solco del rapporto dialogico fra tradizione e innovazione, fra momenti spettacolari e di approfondimento.

Le consuete tre serate al Teatro Donizetti, da venerdì 18 a domenica 20 marzo, verranno precedute da un concerto, anch’esso ormai tradizionale, ospitato al Teatro Sociale; e numerosi saranno gli appuntamenti che, sin da domenica 13, contribuiranno nell’insieme a diffondere i suoni del jazz per la città, grazie al coinvolgimento di significative realtà territoriali quali Bergamo Film Meeting, Lab80, Gamec, Jazz Club Bergamo e Cdpm.

Giovedì 17 marzo, al Teatro Sociale, il jazz italiano metterà in mostra uno dei suoi gioielli più preziosi: Franco D’Andrea, veterano di innumerevoli battaglie musicali (anche come componente del Perigeo) e oggi nel pieno di una delle più felici stagioni creative della sua lunga carriera. Il pianista meranese, ma milanese di adozione, presenterà nella speciale occasione il suo progetto «Traditions Today», intestazione emblematica che racchiude lo spirito di una proposta musicale che si pone come sintesi fra storia e attualità del jazz. Accanto a D’Andrea si ascolteranno due fra i più fantasiosi jazzisti italiani, il trombonista Mauro Ottolini e il clarinettista Daniele D’Agaro, e in qualità di special guest il formidabile batterista olandese Han Bennink, che darà un tocco di imprevedibilità.

Franco D’Andrea

Franco D’Andrea
(Foto by Riccardo Musacchio)

Nella stessa sera si esibirà il gruppo di uno dei nomi nuovi della scena jazzistica d’oltreoceano: il trombonista Ryan Keberle, musicista dal variegato curriculum collaborativo (Maria Schneider, Wynton Marsalis, pop star del calibro di David Bowie, Justin Timberlake e Alicia Keys e un’icona dell’indie rock come Sufjan Stevens). Keberle arriverà a Bergamo direttamente da New York alla guida del quintetto Catharsis, nel quale la schietta pronuncia jazzistica del leader e degli altri strumentisti coabita con influenze sudamericane portate in dote dalla vocalist di origine cilena Camila Meza.

Ryan Caberle e Chatarsis

Ryan Caberle e Chatarsis
(Foto by Hunter Cuny)

Venerdì 18, la prima delle tre serate al Teatro Donizetti, sarà contrassegnata dalle due personalità d’eccezione di Geri Allen e Joe Lovano. La pianista del Michigan, nata a Pontiac e cresciuta a Detroit, si proporrà in veste solitaria sullo sfondo del suo recente album Motown & Motor City Inspirations – Grand River Crossings, nel quale figurano originali riletture di classici della black music, da «Inner City Blues» di Marvin Gaye a «That Girl» di Stevie Wonder e «Wanna Be Startin’ Somethin’» di Michael Jackson, ma anche della beatlesiana «Let It Be» filtrata dall’interpretazione della regina del soul Aretha Franklin.

Gery Allen

Gery Allen
(Foto by Shonna Valeska)

Da parte sua, coadiuvato dal pianista Lawrence Fields, dal contrabbassista Peter Slavov e dal batterista Lamy Estrefi, Joe Lovano non mancherà sicuramente di offrire una prova degna della sua fama di gigante del sassofono tenore, strumento nel quale oggi il musicista italoamericano ha ben pochi rivali.

Joe Lovano

Joe Lovano
(Foto by Jimmi Katz)

Sabato 19, un’altra presenza femminile, fortemente voluta da Dave Douglas, darà una particolare impronta alla prossima edizione di «Bergamo Jazz»: la clarinettista Anat Cohen, fresca vincitrice fra gli specialisti del suo strumento nei due referendum indetti fra la critica internazionale e i propri lettori dal prestigioso mensile americano Down Beat. Importanti affermazioni che la musicista di origine israeliana ha ottenuto dopo la pubblicazione del fortunato album Luminosa, dove a fungere da trait d’union è la musica brasiliana. In ogni caso, sia su disco che sul palcoscenico, Anat Cohen manifesta tutta la propria freschezza espressiva e comunicativa.

Anat Cohen

Anat Cohen
(Foto by Jimmy Katz)

Qualità che non difettano certo a un pianista di grande levatura e dal rigoroso percorso artistico quale è Kenny Barron, autentico fuoriclasse della tastiera acustica. Al suo fianco ci saranno il contrabbassista Kiyoshi Kitagawa e il batterista Johnathan Blake, efficaci partner di un vero Maestro del jazz moderno.

Kenny Barron

Kenny Barron

Domenica 20, «Bergamo Jazz 2016» darà spazio a due gruppi guidati da altrettanti batteristi e accomunati dalla predilezione per atmosfere festose e coinvolgenti. L’americano Billy Martin, componente del celebre trio Medeski Martin and Wood, si proporrà a capo dei suoi Wicked Knee, vera e propria all stars band che allinea il trombettista Steven Bernstein, il trombonista Curtis Fowlkes e lo specialista della tuba Marcus Rojas.

Billy Martin e i Wicked Knee

Billy Martin e i Wicked Knee
(Foto by Brian Stollery)

Definita dallo stesso leader «ragtime funk», la musica di Billy Martin e compagni si preannuncia ad elevato tasso energetico, così come sarà quella del sudafricano Louis Moholo-Moholo e dei suoi «5 Blokes», forti di due sassofonisti (Jason Yarde e Shabaka Hutchings), del pianista Alexander Hawkins, nuova stella del jazz europeo, e del contrabbassista John Edwards. Un finale nel solco di melodie e di ritmi che rimandano alla tradizione sudafricana, mescolata con il più scoppiettante linguaggio del jazz.

Louis Moholo-Moholo

Louis Moholo-Moholo

Nelle stesse giornate delle tre serate al Teatro Donizetti sono previsti altri appuntamenti di sicuro interesse e richiamo. Alla Gamec, nel pomeriggio di venerdì 18 (ore 17,30), si potrà assistere al faccia a faccia fra i sassofonisti Tino Tracanna e Massimiliano Milesi, le cui coordinate espressive includono incursioni anche nella musica classica.

Tino Tracanna e Massimiliano Milesi

Tino Tracanna e Massimiliano Milesi
(Foto by Danilo Codazzi)

Mentre all’Auditorium di piazza della Libertà saranno di scena, rispettivamente sabato 19 e domenica 20 (in entrambi i casi alle 17) gli scandinavi Atomic, formazione tra le più avvincenti del momento, e il Jazz Quartet del batterista Mark Guiliana, strumentista di vaglia che ha alle spalle collaborazioni illustri con, fra gli altri, Brad Meldhau, David Bowie e lo stesso Dave Douglas.

Atomic

Atomic

Ancora domenica, ma la mattina alle 11, l’interessante «Balkan Bop Trio» del pianista albanese Markelian Kapedani, nel quadro della consolidata collaborazione con Jazz Club Bergamo.

Markelian Kapedani

Markelian Kapedani
(Foto by Elisa Lovati)

Ampio rilievo avranno poi i legami fra jazz e cinema, ad iniziare dall’ormai immancabile passaggio di testimone fra «Bergamo Film Meeting» e «Bergamo Jazz»: domenica 13 marzo (dalle 15,30) si potrà assistere prima alla proiezione del film Giungla di cemento di Joseph Losey e poi alla sonorizzazione, ad opera del virtuoso del sax soprano Gianni Mimmo, dello storico film di animazione «Le avventure del principe Achmed» di Lotte Reiniger. E per la rassegna Jazz Movie, realizzata in collaborazione con Lab80: il film-documentario «The Miles Davis Story» di Mike Dibb e «Round Midnight» di Bertrand Tavernier, in programma martedì 15 e mercoledì 16 (ore 21).

Infine, l’abituale iniziativa didattica «Incontriamo il jazz», rivolta agli alunni della scuola primaria e secondaria, con la novità di un appuntamento destinato agli studenti universitari, e curata dal Cdpm-Centro Didattico Produzione Musica Europe, si svolgerà nelle mattinate dal 16 al 19 marzo.


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