In museo con scarpe e vestiti comodi Lezioni di «ginnastica artistica» per Peterzano
Le lezioni di ginnastica artistica alla mostra Tiziano e Caravaggio in Peterzano

In museo con scarpe e vestiti comodi
Lezioni di «ginnastica artistica» per Peterzano

Una serie di quattro lezioni (le prossime si terranno il 13 marzo, il 17 aprile e il 15 maggio) organizzate dall’Accademia Carrara per vivere l’esperienza della mostra «Tiziano e Caravaggio in Peterzano» in modo molto particolare.

Un sorprendente viaggio dentro i capolavori di Peterzano. Scordatevi le audio guide e le tradizionali visite guidate, lasciate a casa la passività, armatevi invece di vestiti e scarpe comode e soprattutto preparatevi a scardinare il modo in cui avete sempre pensato di vivere l’esperienza di una mostra e la visita a un museo. State per affrontare una lezione di «ginnastica artistica»: ci sono dei cuscini a terra in una piccola stanza con luci soffuse e soprattutto tre guide molto particolari che con lentezza, o meglio, prendendosi il giusto tempo cercheranno di fare entrare dentro di voi la bellezza dell’opera d’arte.

Il progetto è di Alessandra Corti, artista e performer orobica, con lei Irene Pedretti archivista della biblioteca Pontificia e Viola Ongaro, danzatrice e educatrice somatica. Quattro lezioni, ciascuna differente e unica, pensate per la mostra «Tiziano e Caravaggio in Peterzano» dell’Accademia Carrara ospitata negli spazi della Gamec fino al 17 maggio.

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«Oggi noi lanciamo una sfida, - ci dice Lucia Cecio, responsabile Educazione e Mediazione dell’Accademia Carrara- quella di vistare la mostra ma visitarla con il vostro sguardo. Quello che per noi conta oggi è avvicinarci alle opere, ma avvicinarci ad esse molto lentamente, è come un vero e proprio allenamento, serve un po' di tempo come quando si va in palestra e si fa ginnastica vera e propria per entrare in contatto con gli spazi espositivi e con le opere stesse».

Sono piccoli gesti, suggestioni, esercizi sul proprio corpo e sulla propria immaginazione quelli proposti nel laboratorio. Ci si ferma si respira, si allena lo sguardo e la vista, si passeggia davanti alle opere (al massimo due o tre in oltre due ore e mezza di lezione), si ritorna nella sala,ci si siede e bendati si disegna su un foglio mentre viene descritto un particolare dell’opera. Alla fine la sensazione è quella di aver fatto un’esperienza sul proprio corpo e sulla propria anima, l’opera non è più solo appesa a un muro, ma dentro ciascuno di noi e così ce la possiamo portare via.

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Roberto L.Vitali Giornalista Redazione Web L'Eco di Bergamo

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