La Scala riparte con il Requiem di Verdi Il 7 settembre in Santa Maria Maggiore
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La Scala riparte con il Requiem di Verdi
Il 7 settembre in Santa Maria Maggiore

Anche a Bergamo l’omaggio alle vittime del Covid che aprirà la stagione autunnale del Teatro. Tre gli appuntamenti: il 4 settembre nel Duomo di Milano, il 7 a Bergamo in Santa Maria Maggiore e il 9 a Brescia. «Un doveroso pellegrinaggio» nelle province più colpite dal virus.

Undici volte è cambiato il programma della stagione della Scala di Milano: a seconda dell’andamento della pandemia di coronavirus e delle norme anticontagio il cartellone del teatro è stato modificato, ritoccato, rivoluzionato. Una sola cosa è stata sempre certa: la voglia di riaprire, perché la Scala non è solo un teatro ma il simbolo di una città e di un Paese. Come ha detto il sindaco Giuseppe Sala, che è presidente del teatro, alla presentazione della stagione autunnale «siamo pronti a ripartire» con «grande prudenza» e «facendo un passo alla volta».

La partenza sarà con un omaggio alle vittime del Covid: il Requiem di Verdi eseguito il 4 settembre in Duomo a Milano perché il Duomo, ha ricordato l’arciprete Gianantonio Borgonovo, «è la casa dei milanesi». La speranza è di poter accogliere circa 600 spettatori, per questo si sta facendo uno studio che garantisca ingressi e uscite separate per ciascuna navata. Comunque l’esecuzione sarà trasmessa in diretta su Rai 5 e su Arte in Europa. Poi il Requiem sarà eseguito in Santa Maria Maggiore a Bergamo il 7 e a Brescia il 9 in un «doveroso pellegrinaggio» come lo ha definito il sovrintendente Dominique Meyer, nelle province più colpite dal Covid. La ripresa vera e propria in teatro sarà il 12 settembre con la Nona di Beethoven dedicata ai sanitari, un messaggio di speranza ed europeismo dato che l’Inno alla gioia è anche inno dell’Unione europea, in un teatro che - grazie all’apertura anche della Galleria e alla possibilità di fare sedere vicine le famiglie nei palchi - avrà una capienza di 740 spettatori.

Il programma (pensato tenendo conto dei contratti già in essere con gli artisti e quindi, ha ammesso il direttore musicale Riccardo Chailly, frutto di compromesso) include Traviata in forma di concerto diretta da Zubin Mehta (che sarà protagonista di 12 serate in stagione, due meno di Chailly) ed alcune sorprese. Una è un «regalo». L’ex direttore musicale Daniel Barenoim (che aveva lasciato Milano il primo gennaio 2015 con due anni d’anticipo e che è tornato una sola volta nel 2016 per suonare con la Filarmonica) ha infatti deciso di tornare ad esibirsi e di farlo rinunciando al cachet. Il 5 dicembre eseguirà quindi le Variazioni Diabelli.

Altra novità, sarà Aida che Riccardo Chailly dirigerà dal 6 ottobre in forma di concerto. Il direttore ha infatti spiegato di avere recuperato dalle carte del lascito verdiano di villa Sant’Agata, consultabili dalla primavere 2019 all’Archivio di Stato di Parma, la versione originale dell’attacco del terzo atto dell’opera - eseguito solo al Cairo - con un centinaio di battute che includono anche un coro «alla Palestrina», a cappella. Un gala di ballo il 23 settembre con Roberto Bolle Svetlana Zakarova e Alessandra Ferri (che include il Bolero nella coreografia di Bejart), la Cenerentola per bambini, una serie di concerti (anche di Maurizio Pollini il 27 settembre), e recital delle grandi star della lirica come Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, un concerto con Placido Domingo a dirigere l’orchestra dell’Accademia chiudono il programma con Bohème che dal 4 novembre sarà in scena nella versione storica di Zeffirelli. Poi - dopo un anno difficile con 23 milioni di mancati introiti di biglietteria che non creeranno un buco di bilancio grazie a sponsor, ammortizzatori e risparmi - si penserà alla stagione 20/21. Per la presentazione però bisognerà aspettare ottobre perché «non possiamo indovinare quello che succederà l’anno prossimo».


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