Lega, un progetto di legge «musicale»:  «In radio una canzone italiana ogni tre»
Anche la nostra Radio Alta sta commentando la notizia della proposta di legge, nella mattinata di lunedì 18 febbraio

Lega, un progetto di legge «musicale»:
«In radio una canzone italiana ogni tre»

Le radio nazionali dovranno trasmettere più musica italiana. È questa la ratio della proposta di legge firmato e depositato a Montecitorio dal presidente della Commissione Trasporti della Camera Alessandro Morelli (Lega).

Un provvedimento che fissa una «quota» per tutte le emittenti: il 33%. Cioè su tre canzoni trasmesse in radio una dovrà essere di un autore italiano. E di questo 33%, spiega il parlamentare, «il 10% dovrà essere dedicato ai giovani autori e alle piccole case discografiche».

Il testo non è ancora stato assegnato anche perché, come spiega Morelli, «si spera di raccogliere il maggior numero di firme tra i gruppi». «Il sostegno alla musica italiana - afferma - deve essere il più trasversale possibile».

Nel testo, che riporta le firme anche dei deputati Maccanti, Capitanio, Cecchetti, Donina, Fogliani, Giacometti, Tombolato e Zordan, dal titolo «disposizioni in materia di programmazione radiofonica della produzione musicale italiana», si chiede, come si legge nell’articolo 2, che«le emittenti radiofoniche, nazionali e private” debbano riservare “almeno un terzo della loro programmazione giornaliera alla produzione musicale italiana, opera di autori e di artisti italiani e incisa e prodotta in Italia, distribuita in maniera omogenea durante le 24 ore di programmazione».

Per Morelli «la musica non è solo un passatempo ma un racconto della nostra vita, della nostra cultura, dei momenti della vita, dei luoghi e dei sentimenti», non dimenticando che «promuovere la musica italiana significa sostenere l’industria della cultura del nostro Paese e quindi le tante persone che ci lavorano». «Il punto - conclude l’ex direttore di Radio Padania - è interrogarsi su che fine fa la musica italiana per 365 giorni all’anno, quando si chiude il sipario dell’Ariston». Cosa ne pensate?


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