L’ultimo album di Vinicio Capossela  «Il mio povero Cristo inascoltato»

L’ultimo album di Vinicio Capossela
«Il mio povero Cristo inascoltato»

Il brano «civetta» fa riferimento all’incapacità dell’uomo di salvarsi seguendo il precetto in cui è racchiusa tutta «La buona novella»: «Ama il prossimo tuo come te stesso».

Il primo brano estratto dal nuovo album di Vinicio Capossela s’intitola «Il povero Cristo». Non a caso esce in questi giorni a un mese circa dalla pubblicazione di «Ballate per uomini e bestie» (La Cùpa/Warner Bros.). Il nuovo album è l’undicesimo di una discografia esemplare. Vinicio lo presenta così: «Un cantico per tutte le creature, per la molteplicità, per la frattura tra le specie e tra uomo e natura». Il brano «civetta» fa riferimento all’incapacità dell’uomo di salvarsi seguendo il precetto in cui è racchiusa tutta «La buona novella»: «Ama il prossimo tuo come te stesso». Precetto è semplice, non di facile realizzazione, a quanto pare, soprattutto a quanto enunciano i tempi che corrono. Secondo Capossela l’avidità, l’egoismo, l’ignoranza dell’uomo portano Cristo a rinunciare al suo insegnamento e a tornare in fine sulla croce. «Cristo – racconta il cantautore- incontra l’uomo com’è e si intristisce, diventa più povero, almeno di speranza.

Nella canzone Capossela denuncia un’impossibilità, o quanto meno la difficoltà dell’uomo nel realizzare i dettami della «buona novella cristiana»: nella visione del cantautore Cristo si fa povero e diventa «povero cristo» inascoltato dagli umani. Finisce col tacere mente l’uomo grida a più non posso, qualche volta a sproposito. Il pezzo in questione è costruito come una ballata folk, acustica. È stato arrangiato da Alessandro «Asso» Stefana e coprodotto da Niccolò Fornabaio. Vede la collaborazione sonica del chitarrista newyorkese Marc Ribot. Il video del singolo, presentato l’altra sera –venerdì santo- su Sky Arte è stato scritto dallo stesso Capossela con Miriam Rizzo, ed è stato girato a Riace, per la regia di Daniele Ciprì. Lo stesso firma anche la fotografia. Gli interpreti sono Enrique Irazoqui, colui che fu Gesù ne «Il Vangelo secondo Matteo» di Pier Paolo Pasolini, e Marcello Ponte, Palma d’oro a Cannes per il film «Dogman». Il ruolo femminile è affidato a Rossella Brescia. Il video è già disponibile sul canale dell’artista.

Il tour teatrale di «Ballate per uomini e bestie» è previsto per l’autunno prossimo, ma sarà anticipato nei prossimi mesi da una serie di concerti unici, concepiti per luoghi specifici. Il 25 maggio a Sermoneta al Castello Caetani, l’otto giugno al Teatro Romano di Verona per il «Festival della bellezza», il 5 luglio al Piccolo Teatro Srehler di Milano per «La Milanesiana», il 7 luglio al «Festival dei due mondi» di Spoleto, l’8 in Piazza dei Cavalieri a Pisa per il «Numeri Uno Festival». Capossela il 25 aprile terrà un concerto a Carpi, in Piazza Martiri, intitolato «LiberAzioni». Cantautore e, per sua definizione, «ri-trovatore», «immaginatore», Vinicio Capossela ha dalla sua una discografia densa, prima strettamente cantautorale, poi strenuamente sperimentale, sempre più vicina all’epica, al rito, alla maschera, al folklore. Da cantautore ha scritto libri come «Il paese dei Coppoloni» e vinto il Premio Tenco nel 2017. «Il povero Cristo» guarda verso il basso dell’uomo, ne coglie le contraddizioni, se ne duole.


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