Non tutti contenti per De Sica
Spontanea una doppia riflessione

Non tutti sono rimasti contenti del «Capodanno con Christian De Sica». Uno spettatore ha scritto (anche al Creberg), lamentando inizio (trenta minuti di ritardo, per un incidente in autostrada che ritardava l’arrivo di diversi spettatori) e durata (65 minuti circa) dello spettacolo.

Non tutti sono rimasti contenti del «Capodanno con Christian De Sica». Uno spettatore ha scritto (anche al Creberg), lamentando inizio (trenta minuti di ritardo, per un incidente in autostrada che ritardava l’arrivo di diversi spettatori) e durata (65 minuti circa) dello spettacolo.

Una polemica, per iniziare bene l’anno? Un ragioniere che ha calcolato quanti euro al minuto è costato il biglietto? In realtà si tratta di un ammiratore, già prenotato per il debutto di Padova di «Cinecittà», lo spettacolo che De Sica sta finendo di provare in questi giorni al Creberg Teatro. A lui De Sica non basta mai.

Fuori d’ironia, altri hanno pensato che lo spettacolo fosse fin troppo breve. E allora viene una duplice riflessione. Primo: ma quanto ci manca il varietà. Ieri sera ne abbiamo quasi visto uno (mancava solo una prima donna, una vera soubrette in grado di cantare e ballare) e il pubblico ci ha preso così tanto gusto che lo voleva più lungo.

Secondo, il varietà è finito in teatro (e non parliamo della tv) proprio per lo stesso motivo per cui ieri lo spettacolo è fisiologicamente durato 65 minuti: non si può improvvisare. Ci sarebbe anche una terza considerazione: si era creato un bel clima, che aveva messo il pubblico a proprio agio. E pure una quarta: De Sica ha tenuto un ritmo molto serrato, quasi senza respiro per 65 minuti. Ma queste ultime due considerazioni riportano a fare dell’ironia: al Creberg, le proteste se le sono cercate. Dovrebbero fare le cose peggio.

Pier Giorgio Nosari

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