Mercoledì 29 Gennaio 2014

«Non volevo scendere dal palco»

Giorgia racconta 2 giorni con Bublé

Giorgia Colleoni
(Foto by Colleoni Foto)

«Litri di adrenalina. O chili. Fate voi». Solo questa frase su Facebook, e Giorgia Colleoni sale sul palco del Mediolanum Forum di Milano. Lunedì e martedì sera la giovane violinista bergamasca ha accompagnato Michael Bublé per l’unica data italiana del tour «To be loved». È stata scelta insieme ad altre musiciste per una parte del concerto che ha fatto il tutto esaurito: «Il palco era un’esplosione di luci e colori, di effetti scenici con le pedane mobili sulle quali noi musicisti suonavamo – racconta -. Sono salita intorno alle 22, a metà concerto: le luci si sono accese e ho visto la folla, quelle diecimila persone che erano lì a cantare e applaudire. Avevo l’adrenalina alle stelle, ero felicissima». Nessun timore, solo gioia per il primo concerto pop della sua vita: «Suonavo e non avrei mai smesso. Sinceramente non sarei mai voluta scendere da quel palco. Continuavo a sorridere: a un certo punto mi sono pure messa a guardare il pubblico, per vedere se tra la folla riconoscevo qualcuno». Giorgia ride, con la freschezza dei suoi 20 anni, con l’entusiasmo della ragazza, pulito, libero da vincoli: «Foto ricordo? Niente di niente, lo staff è stato categorico: niente immagini, ma non mi importava, ero troppo presa dall’atmosfera. Sembrava di stare in un film, con una macchina organizzativa imponente: un sacco di persone che lavoravano e tutte con un compito preciso».

Giorgia è arrivata a Milano nel primo pomeriggio di lunedì, per le prove: «Micheal Bublé non ha provato con noi: abbiamo fatto alcuni brani in una stanza con il pianista, e per il concerto siamo state microfonate con tanto di auricolari: per me, abituata all’acustica naturale, è stata una sensazione strana risentire la mia musica nelle orecchie. Era come se i suoni mi entrassero dentro». E Giorgia è un fiume in piena, di emozioni, di voglia di ridere: «È stata davvero una bella esperienza, interessante confrontarmi con un pubblico sicuramente diverso da quello della musica classica, lavorare con un professionista del calibro di Bublé, vedere come funziona il dietro le quinte di un grande show». E tutte quelle luci, quella polvere di stelle hanno il loro fascino: «Eccome, anche se Beethoven non lo rinnego affatto – mette subito le mani avanti -. La musica classica mi ha fatto crescere, mi ha portato fin qui». Certo è che un tour in giro per il mondo a far concerti pop non sarebbe male: «Eccome, mi farei le ossa per bene, mi ci vorrebbe. E io però poi continuerei a suonare Bach».

Poi una domanda più gossip, che le stanno facendo tutti: ma questo canadese che canta d’amore che tipo è? «Assolutamente alla mano, ma molto professionale. Abbiamo cenato insieme prima del concerto in un’area apposito del Forum. C’era un servizio di catering e lui ha spiluccato con noi del cibo italiano». Non sono mancati battute e risate e Bublé, molto disponibile, ha spiegato alle giovani musiciste la scaletta del concerto e il loro momento di ingresso: «Aveva anche preparato una gag coinvolgendo le due violoncelliste che sul palco erano sedute davanti a noi violiniste. Niente intermediari, è un tipo alla mano e decisamente un artista dalle grandi doti canore. Eccezionali i suoi musicisti». Carica Giorgia, mentre suona «Close Your Eyes», la famosissima «Home» o la sentimentale «That’s all», pronta per nuove avventure. «Io e il mio violino – sorride -, con un tocco made in Bergamo». Quando la stilista Daniela Gregis ha saputo che la ragazza che lavora nel suo negozio di piazza Vecchia suonava con Bublè non ci ha pensato un attimo: «Mi ha dato un suo abito, lungo fino ai piedi, ampio e morbido. Meraviglioso». In quella polvere di stelle ha fatto un grand’effetto.

Fabiana Tinaglia

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