Shorty a Bergamo gira il nuovo video: «Poter fare musica è un dono pazzesco»
Davide Shorty

Shorty a Bergamo gira il nuovo video: «Poter fare musica è un dono pazzesco»

Ospite del bucolico ambiente di Cascina Yuva a Seriate, il cantautore siciliano rivelazione di Sanremo giovani, ha registrato il videoclip per il nuovo album «Fusion.» uscito il 30 aprile. Guarda la video intervista.

«Fusion.» (e il punto non è un errore, ma un segno d’intenzione) è il titolo del nuovo album di Davide Sciortino, in arte Shorty, dove la contaminazione di generi musicali è il tratto distintivo. Dopo i premi vinti a Sanremo nella sezione Nuove Proposte e un periodo di stacco a Londra, dove risiede, è volato a Bergamo per registrare il video di «Prima che faccia notte», uno dei 13 brani del suo ultimo lavoro, uscito il 30 aprile.

La location bucolica e campestre è quella di Cascina Yuva all’ingresso del Parco Oasi Verde di Seriate, un’edificio disabitato che ora sta rinascendo grazie alla passione di Francesca e di Hamza.

La piccola troupe si muove attorno a un’amaca appesa a uno degli alberi che incorniciano il prato della cascina, tra i fiori di un glicine e l’orto che sta per rinascere dopo il riposo invernale.

Guarda qui l’intervista integrale a Davide Shorty in onda su Bergamo Tv nella rubrica Tic Tac .

Davide Shorty non sta nella pelle, gli manca il contatto con il pubblico: «Ammetto che è stato un periodo strano, stare fermi per un anno alla lunga pesa, ma sono positivo, abbiamo questo disco che sta prendendo forma, ce lo siamo immaginati tanto e ora sta per uscire. Quando la musica diventa automaticamente anche delle altre persone è un dono pazzesco che non possiamo mai dare per scontato. Io ci metto la faccia, ma siamo tante persone e tutte ci hanno messo tanta passione, non potrei essere più grato per le persone che lavorano con me».

Shorty durante le riprese a Cascina Yuva a Seriate

Shorty durante le riprese a Cascina Yuva a Seriate

Fusion è un disco italiano che suona internazionale, influenzato da hip pop, soul, tanto funk ma anche una matrice jazz e non mancano riferimenti al cantautorato italiano della tradizione. «Credo sia sicuramente il mio lavoro più maturo e rappresenta la persona e l’artista che sono in questo momento. La musica è uno strumento per specchiarsi, per portarsi fuori da sè stessi e analizzarsi se lo si vuole, è una sorta di terapia. In questo disco riesco a specchiarmi perfettamente a vedere tutti i miei punti di forza ma anche le mie debolezze. È importante perché quando capisco che cosa voglio migliorare, posso agire per farlo, penso che sia quello che mi porta avanti mirando ogni giorno a essere qualcosa di meglio».

Shorty ha le idee ben chiare sul suo lavoro: «Per me è una ricerca continua, non sento di dovermi mettere a confronto o paragone con nessuno perché in fin dei conti io sono io, le altre sono persone diverse. Se c’è qualcosa che mi ispira delle persone che mi stanno intorno è una grandissima fortuna, sono sempre pronto ad assorbire dagli altri. Quando arriva la consapevolezza che gli altri ti possano ispirare e che tu possa essere ispirazione per altri è destabilizzante ma poi è una grande conquista e responsabilità. Scoprire che c’è qualcuno che non conosci, che non hai mai visto, che trae ispirazione da te e dalla tua musica è incredibile. Ora come ora non vedo l’ora di salire sul palco con tutti i musicisti per ridare tutto questo».

Shorty durante le riprese a Cascina Yuva a Seriate

Shorty durante le riprese a Cascina Yuva a Seriate

Davide ha un’ambizione, quella che la sua musica possa varcare i confini nazionali superando la barriera linguistica: «Sto cercando una chiave di lettura perché le mie creazioni siano recepite al di là della lingua».


r.vitali
Roberto L.Vitali Giornalista Redazione Web L'Eco di Bergamo

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