The Crew, da Ubisoft il «Coast to Coast»

The Crew, da Ubisoft
il «Coast to Coast»

Il racing game della software house francese è a dir poco mastodontico, ma pecca proprio nella componente per cui è stato pensato: il multiplayer.

Piattaforma: PlayStation 4, Xbox One, Xbox 360 e PC
Genere: (Massively Multiplayer Online) Racing game
Sviluppatore: Ivory Tower
Produttore/Distributore: Ubisoft
PEGI: 12

Il racing game è un genere che per sua stessa natura trova difficoltà nel rinnovarsi e proporre soluzioni di gameplay fresche ed originali. Negli ultimi anni, gli sviluppatori hanno provato a proporre esperienze di gioco ibride ma con risultati altalenanti.

Immagini di gioco

Immagini di gioco

L’ultimo «esperimento» in tal senso è dei ragazzi di Ubisoft e si chiama The Crew, un MMO (Massively Multiplayer Online) racing game che, nonostante una intelaiatura basica, cerca di distinguersi con un approccio alternativo alla personalizzazione del mezzo, paragonabile a quella di un gioco di ruolo. Sì, avete capito bene: le macchine di The Crew possono crescere proprio come l’eroe di un gioco di ruolo. Ma andiamo per gradi.

The Crew è un gioco di guida multiplayer online open-world ambientato negli Stati Uniti d’America. La mappa è uno dei punti forti di questo titolo: è possibile attraversare in lungo e in largo tutto il territorio degli USA, percorrendo non solo semplici strade ben asfaltate, ma anche sterrati, boschi, praterie e tutte le superfici su cui quattro ruote possono correre.

Per fare il Coast to Coast sono necessari circa 45 minuti di tempo (reale), il che aiuta a capire quanto effettivamente sia vasto il mondo virtuale imbastito dagli sviluppatori. Nonostante The Crew possa essere giocato solamente online (senza connessione è impossibile accedervi), è presente una campagna single-player dalla durata di circa 20 ore che mette il giocatore nei panni di Alex Taylor, un pilota sotto copertura che dovrà infiltrarsi nella famigerata gang dei 5-10 per incastrare il capo e far uscire allo scoperto un poliziotto corrotto.

La scialba e scontatissima trama pesca a piene mani dai cliché del mondo narrativo di Fast and Furios, Need for Speed e compagnia cantante, e ha come unica pretesa quella di accompagnare il giocatore nel suo processo di crescita e scoperta dei contenuti di gioco.

Se dovessimo paragonarlo al motore di un’automobile, diremmo che il racing game di Ubisoft è un turbo diesel: l’esperienza The Crew è infatti una di quelle che parte lentamente, quasi a stento, ma poco alla volta scopre tutte le sue carte migliori stuzzicando l’interesse del videogiocatore.

La grandezza degli USA è sostenuta infatti da un sistema di gioco avaro, che richiede moltissime ore di gioco prima di guadagnare i soldi necessari ad accaparrarsi una macchina da urlo, come, ad esempio, una Lamborghini o una Ferrari. Per raccogliere denaro si deve però vincere, e da questo punto di vista la struttura di The Crew è piuttosto tradizionale: il giocatore gira in lungo e in largo gli USA e partecipa alle diverse gare sparse lungo la strada.

Queste sono sostanzialmente di due tipi: le competizioni legate alla campagna e le sfide, queste ultime consistono in slalom o percorsi fra porte virtuali e prove di velocità. Le gare della campagna sono suddivise in 5 categorie, che si sbloccano, salendo di livello, in questo ordine: tuning, off-road, xtreme, raid e pista; e ovviamente vanno affrontate con l’auto adeguata. Ogni mezzo ha infatti una versione stock (modello base) che tramite speciali starter kit può essere trasformata in una (o in tutte) delle cinque tipologie presenti. Il buon numero di auto disponibili presso le concessionarie porterà il giocatore ad acquistare diversi mezzi – anche solo per un vezzo da collezionista – ma in realtà una sola vettura, se elaborata in tutte e cinque le sue varianti, sarebbe sufficiente per terminare il gioco.

Quello che rende The Crew un prodotto unico nel suo genere è però la personalizzazione delle auto, che presenta dinamiche molto vicine al sistema di crescita dell’eroe in un gioco di ruolo. In sostanza, vincendo le gare si ottengono i componenti meccanici per il mezzo che, se installati, incrementano il livello dell’auto e quindi le sue prestazioni.

Parallelamente, ottenendo punti esperienza tramite le corse, cresce anche il livello del giocatore che è fondamentale per sbloccare certi upgrade per la vettura e nuove competizioni. Livello giocatore e auto sono quindi legati a doppio filo e rappresentano la chiave di volta dell’esperienza di crescita, capace di unire in maniera inedita il giocatore alla sua autovettura, che ne diventa in pratica il suo “avatar”.

Ovviamente non manca un po’ di sana customizzazione estetica, non appariscente ed estroversa come ai tempi di Need for Speed Underground ma comunque sufficientemente completa per gli appassionati e in grado di tenere il giocatore nel garage virtuale per diverse ore. Sul fronte dei contenuti The Crew è davvero mastodontico e grazie alla presenza di cinque categorie viene garantita una buona varietà di gare e una certa versatilità del modello di guida, nonostante la natura assolutamente arcade (simulazione fisica approssimativa e gestione danni meccanici inesistente), riesce a restituire un feeling ben definito a seconda della tipologia di mezzo utilizzato.

Quello che non ci ha convinti è l’aspetto per cui The Crew è stato pensato: il multiplayer e la socialità. Da un lato la popolazione di videogiocatori non è ancora numerosa e per colpa di un matchmaking praticamente assente riuscire a partecipare a gare in cooperativa o fondare team (le Crew, da cui prende il nome il gioco) non è affatto un’operazione facile. Inoltre, le poche volte che si riuscirà a trovare dei compagni con cui giocare, le sfide verranno inficiate da pesanti problemi di lag, a tal punto che le auto avversarie andranno letteralmente a scatti o, nei casi peggiori, scompariranno.

Come se non bastasse, non c’è una vera e propria spinta motivazionale che porti i piloti a giocare in multiplayer, oltre alla semplice e connaturata voglia di rivaleggiare. Manca quindi un vero collante fra campagna e multiplayer, ma auspichiamo che in futuro Ubisoft proponga contenuti studiati ad hoc per il gioco multiplayer.


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