«Memory download» I segreti dei ricordi replicati

«Memory download»
I segreti dei ricordi replicati

Nel 2067 immaginato da Lorenzo Sartori la digitalizzazione della memoria è diventata una realtà, una tecnologia che apre nuovi scenari all’umanità e offre nuove opportunità alle menti criminali

Giga, tera, HD, 3D, sono sigle che scandiscono il nostro quotidiano indicando i parametri della quantità e della definizione. Una questione di memoria, che non è quella individuale , ma grazie alla disponibilità di supporti sempre più capienti e potenti è diventata collettiva e condivisa: ognuno oggi, dal telefonino ai grandi server, dispone di serbatoi di immagini, video e dati digitali che sono specchio parziale delle nostre vite private, frammenti di esistenza legati a filo doppio ai ricordi e alle emozioni. Immaginiamo allora la possibilità di approfondire questo processo e di poter scaricare direttamente la nostra memoria per «leggerla» all’occorrenza. Una prospettiva futuribile che Lorenzo Sartori colloca in un ipotetico 2067 ed è al centro del suo libro Memory download - la sindrome di Proust. Un libro di fantascienza che espone una storia ambientata in un’epoca non troppo lontana, nella quale la tecnologia non domina ma è ancora governata, anzi è sotto costante osservazione da parte di una pluralità di enti e gruppi in contesa per gestire potere e produrre profitto. Anche se è un processo ancora recente, frutto di scoperte scientifiche sul funzionamento del cervello, le possibilità schiuse dal memory download sono notevoli.

Nel momento in cui inizia il racconto le memorie vengono scaricate soltanto da soggetti facoltosi e di spicco, come scienziati, politici e militari. L’obiettivo è farne delle biografie altamente dettagliate, ricche di informazioni e nozioni sensoriali. Sì, perché la memoria umana offre una vasta gamma di suggestioni che sollecitano i cinque sensi con particolare intensità e quindi è possibile avvertire la luce e il calore di una bella giornata, il profumo dei fiori e le gocce della pioggia. Il problema consiste nell’ordinare questo enorme flusso di informazioni, in un racconto ordinato. Ed è qui che entrano in campo i designer di ricordi, a loro spetta sbrogliare imponenti matasse di immagini e sensazioni per comporre le pagine di vita di un album altamente definito.

Quello che Sartori immagina è un mondo sulla soglia di un cambiamento, una novità che viaggia sotto traccia ma pronta ad esplodere in una società immersa in una tranquillità apparente, non pienamente recuperata da devastanti attacchi di cyberterroristi. L’equilibrio raggiunto nel rapporto con la tecnologia del quotidiano (giornali in grafene, vetture a guida automatica e bioconnettori al posto dei telefoni) sta per incrinarsi di nuovo di fronte alla possibilità di recuperare e rivivere le memorie scaricate in formato digitale. I protagonisti si fanno domande sulle implicazioni di una simile possibilità: la creazione di simulacri umani, lo scambio di conoscenze e brandelli di personalità. Ma all’improvviso le speculazioni tecniche e filosofiche che rammentano i dilemmi sollevati da Philip K. Dick, sono interrotte dalla rivelazione: qualcuno è riuscito a “caricare” ricordi altrui. Brevi sequenze, quello che basta per rivivere un’emozione intensa come un gol in campionato oppure qualche incontro segreto tra gli organizzatori di un complotto. E il racconto di Sartori cambia pelle, il suo stile spedito e diretto accelera ulteriormente sui binari di una spy story ad alta tecnologia che si accosta al ritmo incalzante di serie tivù come Alias e 24 ore. Una corsa contro il tempo ancorata a scene d’azione e rapidi rivolgimenti che rendono difficile staccarsi dalle pagine. Va detto infine che l’avventura trova una sua conclusione compiuta, mentre per sapere invece cosa ne sarà della tecnologia del Memory download occorrerà attendere un altro libro di Sartori sul tema. Oppure aspettare fino al 2067.

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