Pixel e nuvole: il patto tra fumetto e videogame
La copertina del libro

Pixel e nuvole: il patto
tra fumetto e videogame

Se la scorsa settimana imperava la Games Week consacrata al videogioco e in questi giorni invece ha scalpitato Lucca Comics and Games, meta di fumettofili d’ogni età, quale miglior lettura di un testo che abbina i due interessi?

Il titolo è «Pixel fra le nuvole - Tra fumetti e videogiochi», un saggio di Francesco Toniolo, vicedirettore di gamesearch.it , pubblicato da Edizioni Imperium, anche in formato ebook.

Va premesso che Toniolo, già autore di altri lavori dedicati al mondo dei videogiochi (in particolare «Effetto di massa. Fantascienza e robot in Mass effect») ha un approccio accademico e tecnico alla materia. In sostanza non è il testo spiccio e spigliato di una videorecensione farcita di aggettivi, ma si tratta di un’esposizione metodica, attenta alle definizioni e ai riferimenti storici e sociali che arricchiscono il racconto di un incontro meno scontato di quel che si potrebbe pensare. Sì perché i videogiochi - superata la fase dell’autopromozione - hanno avviato la loro propaganda affidandosì alle illustrazioni degli arcade e alla fotografia. Soltanto in un secondo momento l’alleanza tra videogioco e il racconto fumetto è parsa naturale e proficua, soprattutto per traghettare i teenagers già pratici del linguaggio illustrato.

Pensiamo infatti alle primissime proposte videoludiche come Pong o Space Invaders: davanti al giocatore c’erano schermi con grafica elementare (spesso in bianco e nero) e un sonoro che non andava molto oltre qualche squittìo e sbuffi raschianti. Difficile pensare di costruire un ponte con il mondo dei racconti a strisce. La diffusione delle prime console casalinghe, grande business dell’intrattenimento formato famiglia, invece pose il problema di comunicare la novità a generazioni ancora non «formate» alla nuova frontiera elettronica. Da qui la scelta di usare il fumetto: per illustrare la storia del gioco, il suo funzionamento e... condire un po’ la pasta scotta, dato che stiamo parlando ancora di prodotti a bassa risoluzione e dalla giocabilità ridotta a pochi movimenti.

Nelle vendite di cartucce e console giocò un ruolo importante il lavoro degli illustratori: le immagini epiche e i colori sgargianti di astronavi, pianeti e auto da corsa miravano a “incendiare” l’immaginazione dei compratori. Magari le versioni piuttosto stilizzate e spartane che comparivano a video erano poco rispondenti alla qualità delle grafiche di presentazione, ma pochi si lagnavano, era la novità del momento: chi poteva resistere?

La vera svolta arrivò con Donkey Kong (una sorta di Popeye sotto mentite spoglie, capace però di lanciare la fisionomia del futuro Mario, bandiera della Nintendo) e poi con Pac Man, che diventò icona del videogame e della cultura popolare. Un merchandising sfrenato spinse questi personaggi anche sul terreno del fumetto e da quel momento i due mondi non si lasciarono più, favoriti anche dal fatto che gli arcade da bar divennero più sofisticati e le console seppero proporre versioni più verosimili degli eroi delle nuvolette.

Nel saggio di Toniolo si percorre la strada di questa alleanza tra media creativi nei due sensi. Si parla delle trasposizioni dei classici Marvel, Dc Comics, Bonelli, Disney e titoli come Asterix, Dragon Ball e Tintin, ma vengono anche citati esempi in cui il videogioco diventa parte del racconto a fumetti. L’esempio più vicino a noi - divenuto anche un film - è quello di Scott Pilgrim: fumetto che attinge alle dinamiche tipiche dei videogiochi picchiaduro. Ossia indicazioni grafiche dello status del personaggio, struttura narrativa a livelli e scontri con i boss alla fine di ogni capitolo: tutto ciò per raccontare una contrastata storia d’amore fra due giovani.

Sfogliandolo il breve e intenso saggio di Toniolo, forse in prima battuta si sente un po’ la mancanza di illustrazioni, ma è anche vero che oggi non serve sguinzagliare una Treccani per arrivare all’oggetto del desiderio: basta saltare in sella a un motorino di ricerca sul web ed ecco che avrete centinaia di video, commenti e recensioni dei giochi e dei fumetti citati. Il valore dell’informazione è conoscere la materia, metterla in collegamento, aprire le finestre a nuove suggestioni. E in «Pixel fra le nuvole» queste non mancano, supportate da una robusta sezione bibliografica di riferimento utile agli appassionati e a chiunque voglia approfondire il tema.


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