«Occorre sempre praticare sicurezza» Brembate,colpita alla testa una lavoratrice

«Occorre sempre praticare sicurezza»
Brembate,colpita alla testa una lavoratrice

«Si è verificato l’ennesimo grave infortunio sul lavoro che ha colpito una lavoratrice della Effegi Pallets di Brembate di Sopra». Lo annunciano i sindacati di Bergamo: una lavoratrice, durante lo svolgimento delle sue mansioni, è stata colpita alla testa da una parte del manipolatore per la movimentazione del materiale in lavorazione.

«Si tratta dell’ennesimo infortunio registrato quotidianamente in provincia sui luoghi di lavoro. Anche per questo oggi – sottolineano Silver Facchinetti, di Filca Cisl, e Elena Deponti, di Fillea Cgil -, al presidio proclamato unitariamente da Cgil Cisl e Uil di Bergamo, ribadiremo la necessità di mettere la sicurezza sempre al primo posto sollecitando le aziende ad adottare buone prassi e procedure che permettano di evitare il ripetersi costante di questi episodi».

«La formazione e l’informazione - concludono i sindacalisti - sono fondamentali per l’aggiornamento dei lavoratori e devono essere costantemente aggiornate e praticate in modo efficace e reale nelle aziende».

Sull’infortunio è intervenuta anche l’Ats di Bergamo con questo comunicato: «L’infortunio di stamattina alle ore 7,50 alla EFFEGI SpA di Brembate Sopra, via Locatelli 62 (lavorazione legno e produzione di pallets e imballi) ha coinvolto la lavoratrice di 52 anni, dipendente dell’azienda.

L’attività di produzione dei pallets è presidiata da un robot manipolatore che preleva pezzi di legno e li posiziona sulla linea, e a volte capita che qualche pezzo cada o si incastri e l’operatore deve intervenire per recuperarli e ripristinare il flusso. L’operatore per far questo deve entrare nello spazio di manovra del robot il cui ingresso è presidiato da una fotocellula di sicurezza che ha il compito di bloccare il movimento del macchinario. Al passaggio dell’operaia però la fotocellula non è scattata ed il macchinario non è stato bloccato, consentendo ad una parte del robot di continuare a muoversi e di colpire la lavoratrice al volto.

«L’inchiesta di Polizia Giudiziaria che abbiamo attivato come ATS mira a comprendere le cause del malfunzionamento della fotocellula, a verificarne lo stato di manutenzione ed a verificare eventuali episodi simili accaduti in passato su quella linea. In generale le postazioni di lavoro dove avvengono movimenti di parti meccaniche devono essere segregate oppure presidiate da dispositivi di sicurezza come le fotocellule. Su questi dispositivi deve essere operata una manutenzione preventiva e programmata da parte dell’azienda per tenerli costantemente efficienti e funzionanti. Ad ogni inizio di giornata o di turno inoltre l’operatore stesso o il capoturno è bene che provveda ad un test di prova-collaudo dell’efficienza del dispositivo di sicurezza per accertarsi della sua integrità prima di cominciare il lavoro: qualora il test evidenzi problematiche dovrà essere attivata subito la riparazione e manutenzione». ha commentato Sergio Piazzolla Responsabile Area Specialistica Igiene e Sicurezza del Lavoro.


© RIPRODUZIONE RISERVATA