Sabato 01 Febbraio 2014

Fumo e alcol

uccidono prima

Fumo e alcol uccidono prima
(Foto by AP Photo/Eric Risberg)

Il 25% degli uomini russi muore prima dei 55 anni, comparato con solo il 7% degli inglesi. L’alcol e il tabacco sono le principali cause e ora una ricerca corposa, svolta dal Centro di ricerca sul cancro di Mosca, con la Oxford university e con la sede dell’Organizzazione mondiale della sanità di Lione, dimostrano che il rischio si impenna se si fanno grandi bevute di vodka.

Lo studio è stato pubblicato su The Lancet.

Che l’alcol fosse una piaga nei paesi dell’Est era noto ma lo studio ha analizzato in modo approfondito le abitudini dei forti bevitori lanciando un forte grido di allarme sulle morti precoci di una popolazione che invece, grazie alle favorevoli condizioni economiche generali del paese, dovrebbe vedere una riduzione della mortalità e un aumento dell’aspettativa di vita. Chi consuma tre o più bottiglie di vodka alla settimana ha il 64% di rischio di morire prima del tempo, chi ne beve meno di 1 bottiglia il 50%.

Ma le differenze dei rischi fra chi beve molto e chi beve meno non devono ingannare, spesso chi si dichiara bevitore occasionale poi diventa forte bevitore e viceversa, spiega Paul Brennan, dell’Oms francese, coautore dello studio. Lo studio è stato condotto seguendo per un decennio 151.000 maschi adulti abitanti in tre differenti città russe - Barnaul, Byisk e Tomsk - e i ricercatori hanno riscontrato un alto numero di morti proprio all’interno delle famiglie che ammettevano abitudini alcoliche eccessive, con alti tassi di mortalità precoce in generale. Ne sono morte 8.000. le cause principali di morte:intossicazione da alcol, incidenti, violenza,suicidio e 8 diversi tipi di patologie correlate con il consumo dell’alcol.

L’alcol è quindi il killer degli uomini russi che continuano a consumare la vodka in forti quantità a differenza delle donne anche per ragioni culturali e di appartenenza di genere. L’alcol ha sempre pesato negativamente sullo stato di salute dei russi e gli esperti fanno notare che negli anni erano state registrate oscillazioni importanti in conseguenza delle strategie dei governi e delle loro politiche sulla vodka. La ricerca segue e conferma i risultati di un’altra corposa indagine simile condotta su 49.000 famiglie e pubblicata 5 anni fa su The Lancet.

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