L’acido ialuronico anche contro l’artrosi

L’acido ialuronico
anche contro l’artrosi

L’acido ialuronico? Non serve solo per attenuare le rughe. È utile anche per contrastare il dolore causato dall’artrosi, malattia dovuta all’usura delle articolazioni che colpisce 4 milioni di italiani. Questa sostanza, infatti, è sempre più utilizzata in ambito ortopedico sotto forma di infiltrazioni.Ne parliamo con il dottor Davide Molisani, ortopedico di Smart Clinic, struttura sanitaria del Gruppo San Donato all’interno de «Le Due Torri» e di Oriocenter, e del Policlinico San Marco.

A cosa servono le infiltrazioni articolari?

«Le infiltrazioni articolari - procedure mediche che consistono nell’iniezione di un determinato farmaco all’interno di un’articolazione - rappresentano uno dei possibili approcci al trattamento delle patologie artrosiche nei casi di condropatia (ndr. erosione della cartilagine che altera il normale funzionamento delle articolazioni) o iniziale artrosi articolare, ma anche nei casi di artrosi avanzata soprattutto quando l’intervento chirurgico risulti controindicato. Sebbene le infiltrazioni non curino l’artrosi, rappresentano un’importante opportunità terapeutica che - in associazione a terapie fisioterapiche, strumentali (come le onde d’urto, la Tecarterapia, gli ultrasuoni etc.) e farmacologiche per via orale - può portare a una diminuzione dei sintomi come difficoltà di movimento, gonfiore, rigidità articolare e dolore».

Ma questo tipo di terapia si può applicare a qualsiasi articolazione?

«Le articolazioni per le quali si ricorre più spesso a questo tipo di terapia sono il ginocchio e la spalla. Negli ultimi anni, però, anche l’articolazione dell’anca (con assistenza ecografica) ha trovato spazio. Anche articolazioni minori (polso, caviglia, articolazione trapezio-matacarpale nel caso di rizo-artrosi) hanno delle indicazioni, seppur limitate, alla terapia infiltrativa».

Quali vantaggi offre rispetto ad altri trattamenti?

«L’infiltrazione articolare garantisce l’arrivo del farmaco direttamente dove serve, limitando così la sua dispersione nell’organismo, cosa che invece succede quando si assumono farmaci per via orale, e riducendo gli effetti collaterali».

Quali sostanze vengono iniettate in genere?

«Esistono due principali categorie di farmaci: l’acido ialuronico e un farmaco a base di cortisone spesso associato a un anestetico locale. La scelta del tipo di farmaco viene valutata dallo specialista in base all’età del pazienta, al grado di artrosi, alle richieste funzionali e all’articolazione interessata. In linea generale, l’infiltrazione con cortisone è indicata in pazienti più anziani, in articolazioni meno ricche di cartilagine e soprattutto laddove l’obbiettivo sia quello di sedare un processo infiammatorio. L’infiltrazione con acido ialuronico (sostanza che agisce come “lubrificante”), invece, è maggiormente indicata in pazienti più giovani con condizioni di sofferenza della cartilagine o iniziale artrosi oppure in pazienti più anziani con artrosi avanzata ma senza un’importante infiammazione in atto. L’iniezione di acido ialuronico può essere eseguita anche in ambito sportivo per aiutare a prevenire la sofferenza cartilaginea. In ogni caso le infiltrazioni con acido ialuronico devono essere il più possibile personalizzate sulle caratteristiche ed esigenze del singolo paziente. Esistono infatti diverse tipologie di acido ialuronico: sarà lo specialista a scegliere quella più adatta e conseguentemente la corretta posologia e frequenza di infiltrazioni».

Dopo quanto si avvertono i benefici?

«Spesso già nei giorni successivi alla prima infiltrazione, per durare poi alcuni mesi».

Ci sono controindicazioni?

«Le infiltrazioni con cortisone hanno controindicazioni relative a possibili intolleranze e allergie al prodotto. Le infiltrazioni con acido ialuronico, invece, sono solitamente ben tollerate. Sebbene si tratti di una terapia sicura, però, per evitare possibili complicanze è fondamentale che sia effettuata in ambiente idoneo e da personale medico competente».


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