L’importanza del sonno Se si dorme bene, si invecchia bene

L’importanza del sonno
Se si dorme bene, si invecchia bene

In età adulta bisognerebbe dormire mediamente 8 o 9 ore ma diminuiscono con l’aumentare dell’età.

Dormire bene è fondamentale. Durante il sonno infatti corpo e mente si rigenerano e riconquistano le forze necessarie per affrontare una nuova giornata. Eppure, più del 40% degli italiani soffre di disturbi del sonno. C’è chi rimane per ore con gli occhi sbarrati senza riuscire a trovare riposo e chi si sveglia più volte nel corso della notte. «Insonnia, ipersonnia, sindrome delle apnee ostruttive, sindrome delle gambe senza riposo, sonnambulismo sono solo alcuni dei disturbi correlati alle alterazioni del sonno che hanno conseguenti ripercussioni durante il giorno, in termini di capacità di concentrazione e svolgimento delle attività quotidiane – spiega Paola Merlo, responsabile della Neurologia di Humanitas Gavazzeni - . Affrontare la regolamentazione del sonno serve a realizzare il completo benessere della persona». Non solo. Oggi si discute sempre più della correlazione tra sonno, invecchiamento e benessere. «Healthy sleep, healthy aging» (sonno salutare, invecchiamento salutare) è stato infatti lo slogan di quest’anno della giornata mondiale del sonno, svoltasi lo scorso 15 marzo.

Le ore di sonno necessarie in età adulta sono mediamente 8/9 ma diminuiscono con l’aumentare dell’età. Il problema sorge quando viene a rompersi l’equilibrio naturale tra sonno e veglia; due processi della nostra vita che, in condizioni normali, sono regolati dall’orologio biologico interno basato sul ritmo circadiano fondato sulle 24 ore, sincronizzato dalla melatonina, sostanza prodotta dal nostro cervello. «Nell’ambito dei disturbi del sonno – prosegue la dottoressa Merlo -, non ci sono solo abitudini e stili di vita sbagliati ma anche vere e proprie patologie». Infatti, parlare di sonno è parlare di diverse patologie. Ma come intervenire? «Di fronte a sintomi di sonno alterato o non ristoratore – prosegue la dottoressa Paola Merlo –, occorre un approccio multidisciplinare che, oltre ai neurologi, coinvolga altri specialisti, primi tra tutti i pneumologi, per predisporre il percorso clinico e diagnostico più adatto ad ogni singolo paziente. Spesso questo disturbo è espressione di patologie neurologiche, basti ricordare tutte le forme neurodegenerative (dalla malattia di Parkinson alle demenze a varia eziologia); in questi casi potrebbe rappresentare il primo campanello d’allarme e, in caso di patologia conclamata, curarlo può aiutare certamente il decorso della patologia. Ogni individuo è diverso ma è necessario per tutti cercare di mantenere uno stile di vita salutare. Se si fatica a prendere sonno, è importante anche creare una ritualità: non coricarsi se non quando si è davvero stanchi, mantenere orari regolari, cercare di controllare lo stress accumulato durante la giornata, evitare di usare schermi luminosi come cellulari e tv, istituire gesti rilassanti che preparano il corpo al sonno come leggere un libro o ascoltare musica soft».


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