Domenica 16 Febbraio 2014

Malattie infettive

Sfida globale

Parte, dalla capitale Usa, la «sfida globale» alle malattie infettive: il progetto - a cui aderiscono 26 Paesi e organizzazioni internazionali tra cui l’Italia - è al centro dell’incontro in corso oggi al ministero della Sanità americano a Washington.

Fra le priorità quella di un approccio integrato per la salute umana e quella veterinaria, ha spiegato il responsabile per la scienza dell’Ambasciata italiana, Ranieri Guerra.

Scopo del piano, promosso dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie di Atlanta, è prevenire la diffusione di epidemie letali. In una fase in cui - secondo gli esperti - i rischi sono più alti che mai. Thomas Frieden, direttore dei Cdc,ha sottolineato con i media Usa la necessità di fronteggiare i rischi di nuovi virus, di infezioni divenute resistenti agli antibiotici e delle possibili minacce del bioterrorismo.

Tre gli obiettivi da centrare con la «sfida globale» alle infezioni: prevenire, identificare e rispondere alle malattie infettive esattamente dove si manifestano, prima che si spargano e raggiungano livelli epidemici. Per far ciò l’iniziativa prevede: il rafforzamento della sicurezza nei laboratori dove sono custoditi virus per ricerca, rafforzare i programmi di immunizzazione,allestire centri per la risposta alle emergenze.

«Nel nostro mondo globalizzato - ha detto Frieden - se una minaccia emerge in una parte del mondo, il giorno dopo può già aver raggiunto la parte opposta del globo». Malattie una volta sconosciute nell’emisfero occidentale come il virus del Nilo occidentale sono ora di casa in America, c’è una risorgenza della tubercolosi e nelle ultime settimane nelle isole dei Caraibi vicino agli Stati Uniti è comparsa per la prima volta la «febbre Chikungunya». Tra i 26 paesi che partecipano alla sfida globale oltre a Usa ed Italia figurano: India, Francia Germania, Gran Bretagna, Arabia saudita, Russia, Repubblica di Corea. (ANSA).

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