Osservata in diretta
la nascita dei ricordi

Osservata in diretta la nascita dei ricordi nel cervello di un topo. I ricercatori dell’«Albert Einstein College of Medicine» di New York, negli Stati Uniti, hanno raggiunto questo traguardo rendendo fluorescente una molecola che promuove la formazione della memoria rafforzando i collegamenti (sinapsi) tra le cellule nervose.

Osservata in diretta la nascita dei ricordi
Il disegno di un cervello

Osservata in diretta la nascita dei ricordi nel cervello di un topo. I ricercatori dell’«Albert Einstein College of Medicine» di New York, negli Stati Uniti, hanno raggiunto questo traguardo rendendo fluorescente una molecola che promuove la formazione della memoria rafforzando i collegamenti (sinapsi) tra le cellule nervose.

L’esperimento, illustrato sull’autorevole rivista «Science», è frutto di un vero e proprio «tour de force» biotecnologico che ha permesso di ottenere un topo transgenico unico nel suo genere: nel cervello (e in particolare nell’ippocampo, la «centralina» della memoria) sono state rese fluorescenti tutte le molecole di Rna messaggero (mRna) contenenti le istruzioni genetiche per produrre una proteina chiamata beta-actina, che serve a rafforzare le connessioni con i neuroni vicini.

Le molecole di mRna fluorescenti sono state viste prima «nascere» nel nucleo dei neuroni, e poi correre verso le terminazioni dei prolungamenti (dendriti) con cui la cellula riceve informazioni da quelle vicine. Proprio in corrispondenza dei dendriti, gli mRna vengono usati come stampo per produrre la beta-actina necessaria a rafforzare la memoria.

La nascita dei ricordi è al centro anche di un altro studio pubblicato ancora su «Science» e coordinato dal giovane ricercatore italiano Michele Pignatelli, che lavora al «Massachusetts Institute of Technology», il celeberrimo Mit di Boston. In questo caso, i neuroscienziati hanno individuato per la prima volta il circuito nervoso che permette di legare due eventi temporalmente distinti memorizzandoli come un’unica esperienza.

Si tratta del meccanismo che ci consente di associare per esempio il suono di un clacson con l’arrivo di un’auto. Questo processo, fondamentale per riconoscere il pericolo imminente, è controllato da un nuovo tipo di cellule, chiamate «cellule isola», che dalla regione del cervello denominata corteccia entorinale arrivano a controllare l’attività dei neuroni della regione dell’ippocampo chiamata CA1.

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