Stili di vita fondamentali
anche contro il Covid-19

Secondo uno studio inglese l’attività fisica regolare dà una forte protezione dalle conseguenze più gravi provocate dal coronavirus.

Secondo uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, l’attività fisica regolare fornisce una forte protezione dal ricovero in ospedale, dalla necessità di terapia intensiva e dalla morte a causa di Covid-19. Anche fare esercizio in modo non regolare ha ridotto comunque le probabilità di gravi esiti da Covid-19 rispetto a persone che non erano attive.

Studiati oltre 48 mila adulti

«Questo è un campanello d’allarme per l’importanza di stili di vita sani e soprattutto dell’attività fisica» afferma Robert Sallis, del Kaiser Permanente Fontana Medical Center, primo autore dello studio. Per valutare l’effetto dell’esercizio sugli esiti di Covid-19, i ricercatori hanno identificato 48.440 adulti che avevano ricevuto una diagnosi di Covid-19 dal 1° gennaio al 21 ottobre 2020, e ai quali erano stati richiesti in occasione di visite ambulatoriali dati su quanti giorni alla settimana si dedicassero a esercizi da moderati a intensi e, in media, quanti minuti durasse l’esercizio fisico a quel livello. I pazienti in questo studio avevano un’età media di 47 anni, includevano il 61,9% di donne e rispettavano la diversa composizione razziale della popolazione della California meridionale. Della coorte totale, il 6,4% era costantemente attivo e il 14,4% era costantemente inattivo, mentre i rimanenti individui rientravano nella categoria attiva in modo irregolare. Tra i pazienti che hanno sviluppato Covid-19, l’8,6% è stato ricoverato, il 2,4% è stato ricoverato in terapia intensiva e l’1,6% è deceduto.

La sedentarietà fa male

L’analisi dei dati ha mostrato che l’inattività è fortemente associata a scarsi esiti di Covid-19, e che l’attività fisica ha fornito una forte protezione da ricovero, ricovero in terapia intensiva e decesso. Essere costantemente inattivi ha più che raddoppiato le probabilità di ricovero rispetto all’essere costantemente attivi, ma non solo; infatti, i pazienti che erano costantemente inattivi avevano una probabilità 1,73 volte maggiore di avere bisogno del reparto di terapia intensiva rispetto ai pazienti che erano costantemente attivi. Le probabilità di decesso erano 2,49 volte maggiori per i pazienti che erano costantemente inattivi rispetto ai pazienti che, al contrario, erano costantemente attivi.

Basta davvero poco

Secondo gli esperti, oltre ad avere più di 60 anni o avere una storia di trapianto di organi, essere costantemente inattivi ha conferito il più alto rischio di morte da Covid-19. «Anche i pazienti che erano attivi in modo irregolare hanno avuto probabilità più basse di malattia grave rispetto a quelli che erano costantemente inattivi, suggerendo che qualsiasi quantità di attività fisica sia benefica» concludono gli autori.

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