Lunedì 10 Febbraio 2014

Troppa burocrazia

Cuore senza cure

Troppa burocrazia mette al palo le nuove cure contro la fibrillazione atriale. I cardiologi sono costretti a dedicare 20-25 minuti per mettere a punto le ricette necessarie ad assicurare ai pazienti le nuove cure con gli anticoagulanti orali.

Più semplici e sicuri dei “farmaci classici”, non decollano soprattutto per la complessità del piano terapeutico. In Italia sono un milione i pazienti con fibrillazione atriale, l’aritmia più diffusa e pericolosa perché aumenta enormemente il rischio di ictus. I dati del primo Registro europeo sulla terapia della fibrillazione atriale indicano che nel nostro Paese solo il 6% dei pazienti è in cura con i nuovi anticoagulanti orali, più efficaci e soprattutto più sicuri nel prevenire gli ictus: il rischio di emorragie cerebrali è infatti ridotto del 70%, i dosaggi sono fissi e sono poco probabili le interazioni con altri farmaci e con i cibi, eliminando la necessità di analisi del sangue molto frequenti.

Durante gli Stati Generali ANMCO, l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, che si è svolta a Firenze, i cardiologi hanno fatto il punto sui pazienti del futuro: cresceranno i casi di scompenso e malattie croniche, saranno sempre più diffuse le procedure interventistiche e i medici saranno sempre più “tecnologici”. Molto si potrà fare per la salute del cuore con la nuova prevenzione, più mirata grazie alle conoscenze della genetica.

“Per aiutare i medici l’ANMCO ha anche stilato un documento guida per la prevenzione dell’ictus nella fibrillazione atriale e l’uso dei nuovi anticoagulanti orali - ha spiegato Francesco Bovenzi, presidente dell’associazione dei cardiologi - denso di consigli utili, fa chiarezza su vantaggi, limiti e differenze dei nuovi medicinali”. (ANSA).

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