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Come curare l’artrosi del ginocchio in modo definitivo

In Habilita San Marco visite specialistiche propedeutiche all’intervento chirurgico. Il Dott. D’Amario: «Negli ultimi anni la chirurgia protesica del ginocchio ha fatto importantissimi passi avanti»

Come curare l’artrosi del ginocchio in modo definitivo

La proposta di servizi legati alle patologie ortopediche in Habilita San Marco è particolarmente articolata: per ogni distretto corporeo è presente uno specialista in grado di diagnosticare la patologia specifica e di proporre le possibili soluzioni per risolvere il problema. In particolare, per le patologie del ginocchio, è presente il Dr. Federico D’Amario. Il Dr. D’Amario è il responsabile della Robotic Unit che opera in Habilita Villa Igea, ad Acqui Terme, ed è il primo professionista di Habilita che ha utilizzato Rosa Knee, il sistema di intelligenza artificiale che accompagna il chirurgo prima e durante l’operazione. L’ambulatorio di Bergamo, situato in Piazza della Repubblica 10, è propedeutico per accedere a questo particolare servizio. Abbiamo chiesto al Dr. D’Amario a quale tipologia di pazienti si rivolge. «L’ambulatorio – spiega il Dr. D’Amario – si rivolge soprattutto a pazienti affetti da artrosi di ginocchio a cui possiamo proporre una soluzione innovativa ed efficace caratterizzata dalla tecnologia avanzata che contraddistingue Habilita. In Habilita San Marco viene effettuata una visita specialistica approfondita con l’obiettivo di evidenziare la gravità della patologia e individuare la miglior cura possibile. Qualora si rendesse necessario, nella Casa di Cura Villa Igea di Acqui Terme possiamo effettuare anche interventi risolutivi del quadro artrosico».

Quali sono i segnali che indicano che è il caso di effettuare una visita medica?

«Parliamo di dolore, algia e impotenza funzionale al ginocchio, che comportano una difficoltà nel cammino e nello svolgimento dell’attività sportiva. Negli ultimi anni la chirurgia ricostruttiva del ginocchio ha fatto importantissimi passi avanti e l’acquisizione di tecnologia robotica ha migliorato ulteriormente i risultati permettendo di ottenere soluzioni definitive ottimali».

Qualcuno può essere spaventato dall’idea di dover portare una protesi?

«Vorrei fare chiarezza su questo argomento. Quando si parla di protesi – prosegue il Dr. D’Amario – ancora oggi c’è chi teme di non poter più tornare alla vita di prima. Questo è totalmente sbagliato. La protesi rappresenta una soluzione definitiva che permette al paziente di tornare alla propria attività con una buona qualità di vita».

Solitamente in quale fascia d’età è consigliabile sottoporsi a un intervento di protesi al ginocchio?

«Sulla base della mia esperienza direi che superati i 60 anni è un intervento che si può fare senza alcun problema e che fornisce risultati di alto livello. Ci sono però situazioni come quelle di lavoratori manuali o agricoltori, in cui lo sforzo fisico è particolarmente elevato, in cui già a 50 anni si incontrano casi molto gravi e per cui è necessario un intervento di protesi al ginocchio».

Quali sono i vantaggi che derivano dall’utilizzo della robotica?

«I vantaggi sono diversi. Se dovessi sceglierne uno particolarmente evidente per il paziente, direi la possibilità di avere un ricovero veloce per quelle patologie che non necessitano tempi di immobilità molto lunghi. Parliamo di un ritorno all’attività quotidiana nel giro di 2/3 settimane. Inoltre sottolineo il fatto che la permanenza in ospedale viene drasticamente ridotta, il ché rappresenta un fattore non secondario».

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