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Fisioterapisti, una professione più forte al servizio del paziente

Oltre alla riabilitazione, il fisioterapista guarda alla sanità di prossimità, tra prevenzione, cronicità e educazione al movimento

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C’è una professione sanitaria che a Bergamo va veloce. È quella del fisioterapista. Oltre 1200 professionisti in provincia, riuniti dal 2020 sotto un Ordine autonomo, punto di riferimento istituzionale per la professione sul territorio. Uno degli obiettivi dell’Ordine è alzare l’asticella della figura del fisioterapista, delle sue competenze e del suo ruolo all’interno del sistema sanitario.

Il fisioterapista moderno si specializza, esattamente come un medico, in ambiti specifici: neurologia, sport, ortopedia, respirazione, pediatria. Dal neonato prematuro all’anziano, le competenze sono diventate così verticali che la laurea triennale è solo il punto di partenza. La sfida ora sono i master, le collaborazioni stabili con le Università e, domani, le lauree magistrali tecniche che riconoscano giuridicamente quella specializzazione. «Alla base di tutto – ha spiegato Mattia Mazzoleni, vicepresidente dell’Ordine – c’è una parola che fino a pochi anni fa in riabilitazione si sentiva poco: ricerca. Senza evidenza scientifica non si va avanti. È la ricerca che permette di mettere in discussione protocolli e standard ormai superati e di trasformare le nuove evidenze scientifiche in un gesto clinico migliore per il paziente. Il lavoro dei fisioterapisti ricercatori serve proprio a questo».

Ed è proprio qui che l’Ordine orobico vuole incidere. L’idea è portare il fisioterapista fuori dall’ospedale e dentro la comunità, in pianta stabile nelle Case di Comunità, nelle valli, vicino alla gente. Non solo riabilitazione dopo un trauma, ma prevenzione, presa in carico della cronicità, educazione al movimento. Un guadagno per il cittadino e un risparmio per il sistema sanitario che evita accessi inutili in pronto soccorso. È una partita che si gioca su più tavoli. Con le istituzioni e la politica per far riconoscere la figura, con le università per formare specialisti, con il codice deontologico e il profilo professionale da aggiornare. Dietro c’è un corso di laurea a numero chiuso preso d’assalto e un mercato che non conosce crisi. Ma il fine ultimo resta uno, come ripete l’Ordine: tutelare la salute del cittadino.

Un segnale che a Bergamo è già realtà. Una categoria giovane, con un’età media bassa e un senso di appartenenza forte, che oggi rivendica un ruolo da protagonista. È la generazione che ha scelto di investire su master, dottorati e percorsi di specializzazione e che ora vuole restituire competenze al territorio. L’obiettivo è trasformare questa energia in fiducia: quando il cittadino cerca un fisioterapista, deve sapere di affidarsi a un professionista sanitario riconoscibile, aggiornato e garantito da un’istituzione che ne tutela la qualità e la sicurezza.

La ricerca traccia la strada del futuro

«Siamo una categoria di professionisti che opera in molti ambiti e che ha un’identità ben definita». Il messaggio tanto per gli iscritti quanto per le giovani leve arriva da Giulia Gorghelli, consigliere dell’Ordine, a margine del Congresso di cui è stata presidente. «L’evidenza scientifica in fisioterapia: parola ai ricercatori», questo il titolo dell’incontro, ha richiamato, lo scorso 3 ottobre, all’Auditorium Parenzan dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo oltre 250 fisioterapisti e una cinquantina di universitari sulla base di un rapporto sempre più solido con il mondo degli atenei, come ad esempio la collaborazione con l’Università Milano Bicocca.

Quattro le aree al centro dei lavori: neurologica, ortopedico-traumatologica e sportiva, respiratoria e pediatrica. «È stata l’occasione – aggiunge la presidente - per toccare con mano i risultati delle ricerche, ma anche un momento di aggregazione importante per gli iscritti. Per noi significa aver raccolto i frutti di un appuntamento lungo un intero anno di preparazione. L’obiettivo era quello di offrire ai presenti, attraverso gli interventi di relatori giovani e preparati, una panoramica sugli attuali campi di ricerca». Passione preparazione, entusiasmo, voglia di mettersi al servizio degli altri e freschezza, tanto anagrafica quanto di idee. Motivo per cui il futuro del settore non può che prospettarsi altro che roseo. Perché se il domani si costruisce oggi, le basi su cui si andrà ad appoggiare sembrano decisamente solide.

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