Disinfestazione zanzare: oggi i trattamenti durano meno. Ma un’alternativa c’è
Quando i trattamenti spot non bastano, entra in gioco la continuità: in giardini e condomìni può aiutare un sistema automatico con centralina programmabile e ugelli perimetrali che nebulizzano per pochi secondi al giorno una miscela di acqua e basse percentuali di insetticida
C’è un momento dell’anno in cui ci ricordiamo che esistono: la prima cena all’aperto, quando la primavera sembra già estate e le zanzare fanno capolino prima ancora delle rondini. È anche il periodo migliore per portarsi avanti, ma con criterio. Perché oggi la domanda non è tanto «disinfestare prima», quanto scegliere come farlo: l’approccio tradizionale a colpi periodici, infatti, spesso non dà più la stessa durata percepita di una volta.
«La disinfestazione sta cambiando e in alcuni contesti non si punta più solo sul trattamento “spot”: non sempre basta l’intervento periodico», spiega Davide Gabbiadini, titolare di Flypest, divisione del gruppo bergamasco iPest, con sede a Pontirolo Nuovo -. In molti giardini e aree condominiali può essere utile passare a un’erogazione programmata: una centralina automatica collegata alla rete idrica e all’alimentazione elettrica, con un sistema che miscela l’acqua con percentuali molto basse di insetticida. Poi la soluzione viene nebulizzata nel verde attraverso ugelli nascosti lungo il perimetro, per esempio dentro una siepe: lavorano ad alta pressione e si attivano ogni giorno per pochi secondi, con una programmazione gestibile tramite un programma».
L’evoluzione delle regole sui biocidi
Negli ultimi anni anche il mercato dei biocidi è cambiato. «Fino a pochi anni fa la disinfestazione delle zanzare avveniva in modo tradizionale: l’operatore andava con un atomizzatore e spruzzava nel verde condominiale o nei giardini l’insetticida e per un mese andava tutto bene. Le famiglie erano tranquille e riuscivano a vivere l’esterno senza zanzare» dice Gabbiadini. Poi qualcosa è cambiato, e non solo perché ci sono più zanzare: «Con l’evoluzione delle regole sui biocidi si è arrivati a limitare numero e tipologia di molecole insetticide sul mercato, prediligendo quelle meno impattanti e meno durevoli: sono molecole che nel giro di qualche giorno tendono a degradarsi».
Per i cittadini questo si traduce in prodotti spesso meno persistenti e in un risultato più legato alla gestione complessiva dell’area che al singolo intervento. In altre parole, se l’effetto residuo dura meno, l’aspettativa «una passata e sono a posto» non vale più. E quando arriva il caldo vero la forbice si sente di più. «Con la disinfestazione tradizionale, soprattutto in estate quando fa molto caldo, con l’azione del sole e delle radiazioni, nel giro di 3-4 giorni queste molecole si disgregano e non sono più nell’ambiente. È nato un malcontento perché queste disinfestazioni non sono più efficaci come ci si aspetta» osserva Gabbiadini.
La prevenzione vale quanto la tecnologia
Ma c’è anche un altro punto: nessun trattamento, da solo, risolve un ambiente «favorevole» alle zanzare. Bastano pochi ristagni per far ripartire tutto: sottovasi, grondaie che trattengono acqua, teli, micro-pozzanghere in angoli poco visibili. Ecco perché la prevenzione vale quanto la tecnologia. Eliminare l’acqua stagnante e curare i punti critici è il primo trattamento, spesso il più sottovalutato. È anche il motivo per cui si stanno diffondendo soluzioni che cambiano logica: meno «colpo» e più continuità.
«Il punto non è cercare una durata “da un mese” con un’unica applicazione: si lavora sulla regolarità - conclude Gabbiadini -. L’impianto miscela ogni giorno acqua e una percentuale molto bassa di insetticida e la nebulizza per pochi secondi tramite ugelli distribuiti lungo il perimetro, indicativamente ogni 3-4 metri e nascosti nel verde. È un’erogazione programmata, con quantità contenute e tempi brevi».
Cosa fare adesso, prima che la stagione entri nel vivo
Il primo passo è togliere i focolai: basta un sottovaso pieno per vanificare un intervento. Poi ha senso valutare il contesto (siepi, ombra, irrigazione, vicinanza a canali o tombini) e scegliere una strategia coerente: interventi periodici se l’area è semplice e poco vissuta, oppure soluzioni programmate se l’esterno è frequentato ogni giorno e si cerca più continuità. In primavera si può fare un sopralluogo e impostare un calendario, evitando di muoversi quando il problema è già esploso.
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