Non solo denti: allo Studio Bonacina la visita diventa percorso clinico
Dalla diagnosi precoce delle lesioni del cavo orale alla cura dei tessuti parodontali: prevenzione, tecnologie digitali e un team multidisciplinare per seguire anche i pazienti più complessi
La bocca non è un dettaglio del viso: è un distretto clinico. Spesso è anche un “segnalatore” precoce, uno specchio della salute generale. Lesioni che non guariscono, bruciori persistenti, cambiamenti della mucosa o delle gengive: a volte sono «solo» problemi locali, altre volte possono essere il primo indizio di qualcosa di più serio. È su questa idea, più medica che estetica, che lo Studio Odontoiatrico Bonacina di Albano Sant’Alessandro imposta il lavoro quotidiano: non limitarsi a «riparare» o sostituire un dente, ma ascoltare il paziente, fare diagnosi accurata e costruire un percorso di cura personalizzato.
Medicina orale e parodontologia
Nel lavoro odontoiatrico, saper riconoscere e inquadrare precocemente le alterazioni del cavo orale è fondamentale. Diverse patologie sistemiche possono manifestarsi nel cavo orale. «La bocca è un luogo dove possono comparire segnali precoci – spiega il dottor Riccardo Bonacina –. Se una lesione persiste, se una mucosa cambia colore o aspetto, se un sintomo ritorna, il compito del clinico è non sottovalutarlo: bisogna ascoltare, osservare, documentare e dare una corretta inquadratura diagnostica». In questa prospettiva la diagnosi precoce è fondamentale: «Una diagnosi tempestiva di tumore orale o l’intercettazione di manifestazioni orali di patologie sistemiche incidono pesantemente sul percorso di cura. E spesso la differenza sta nel tempo: quando si decide di farsi valutare e quando si sceglie di approfondire».
Accanto alla medicina orale, l’altro cardine clinico dello Studio del dr Bonacina, è la parodontologia: prevenzione, diagnosi e cura dei tessuti di supporto del dente. Un tema spesso sottovalutato finché non diventa evidente determinando la perdita del dente. L’obiettivo è salvaguardare nel tempo il proprio sorriso: le gengive e l’osso non sono la cornice, sono le fondamenta del dente. «La parodontologia si occupa proprio della gengiva e dell’osso che rappresentano l’apparato che sostiene il dente – sottolinea Bonacina –. Se quel supporto si indebolisce, il problema è funzionale ed estetico. Ma si tratta di una patologia subdola e sovente silente che, se progressiva, diventa irreversibile». Da qui l’impostazione: analisi, misurazioni accurate, diagnosi di precisione, terapia e mantenimento nel tempo.
La tecnologia per misurare meglio
In questo quadro la tecnologia non è una vetrina, ma uno strumento di metodo: misurare meglio, vedere meglio, pianificare meglio. «Quando parliamo di parodonto, la misurazione dello stato di salute di gengive e osso rappresenta la prima pietra per la diagnosi e la cura – conferma Bonacina –. Il sondaggio parodontale computerizzato VoiceWorks ci aiuta a rendere i dati più oggettivi e confrontabili nel tempo: non è un «numero» fine a sé stesso, è una base per una corretta diagnosi, monitorare gravità, evoluzione ed efficacia del trattamento».
Lo scanner intraorale di terza generazione consente rilevazioni digitali utili per protesi e ortodonzia e, più in generale, per documentare in modo accurato: «Gli scanner intraorali riducono i passaggi, i tempi, i rischi di contaminazione. Sono strumenti sempre più precisi, consentono di lavorare su immagini dettagliate, rapidamente condivisibili all’interno del team e facilmente archiviabili». Quando serve una valutazione più approfondita, entra in gioco la TAC cone beam (CBCT) con imaging 3D: «Non è un esame «di routine»: lo utilizziamo quando la complessità del caso richiede un approfondimento diagnostico o una pianificazione pre-chirurgica più precisa». Nella fase di igiene e terapia di supporto, strumenti come Combi Touch vengono impiegati per pulizia e profilassi sottogengivale mirata: «Dettagli tecnici che, per il paziente, si traducono in una terapia più precisa, accurata ed efficace, riducendo disagio per il paziente».
L’expertise clinica
Un altro valore aggiunto è l’esperienza trentennale ospedaliera che, in ambulatorio, significa capacità di gestione di pazienti complessi. Non solo casi odontoiatrici «difficili», ma persone con patologie sistemiche e/o terapie che impongono attenzione e protocolli specifici. Pazienti in chemioterapia, in trattamento anticoagulante o con condizioni che richiedono un inquadramento più ampio prima di qualsiasi procedura. In parallelo, lo studio lavora su un protocollo di prevenzione e trattamento del rischio di osteonecrosi nei pazienti in terapia con farmaci antiriassorbitivi, sviluppato in oltre 20 anni di esperienza. «Sono situazioni in cui non ci si può permettere approssimazioni – precisa Bonacina –. La gestione del rischio si basa su valutazione, coordinamento con il curante e altri specialisti medici per poter effettuare scelte operative calibrate. Il punto è attuare protocolli terapeutici finalizzati alla protezione e disegnati su specifici fattori di rischio del paziente».
L’approccio multidisciplinare
Questa impostazione si riflette anche nell’organizzazione: un approccio multidisciplinare con un team di professionisti, ognuno focalizzato su uno specifico trattamento, in una logica simile alla moderna medicina ospedaliera. «Oggi l’odontoiatria è una parte della medicina estremamente complessa con professionisti dedicati a specifici trattamenti, è efficace se vi è un lavoro di squadra: conservativa, protesi, chirurgia orale e implantologia, ortodonzia, igiene e prevenzione – conclude Bonacina –. La differenza sta nel far dialogare le competenze, così da mettere il miglior esperto sulla singola problematica senza sottovalutare il quadro clinico generale». Dentro questa cornice trovano spazio anche i servizi odontoiatrici standard, che completano la presa in carico: conservativa (cura del dente), protesica, chirurgia orale e implantologia, ortodonzia, igiene e prevenzione.
In un’epoca in cui la parola «sorriso» viene spesso usata come promessa pubblicitaria, l’impostazione più solida resta quella tradizionale: visita, ascolto, diagnosi, piano di trattamento. «È la medicina, nel senso più concreto: capire bene prima di intervenire. Oggi possiamo farlo con strumenti più precisi e con un’organizzazione più vicina ai modelli ospedalieri. L’obiettivo rimane lo stesso: prevenire, diagnosi precoci, curare in modo appropriato e a misura di paziente. conclude Bonacina.
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