Ritrovare tempo per sé: lo shiatsu tra benessere, relazione e crescita personale
Da 21 anni LaFonte accompagna chi vuole conoscere, praticare e approfondire le discipline bio-naturali. Domenica 27 settembre, dalle 10 alle 18, porte aperte in via Buratti 57
Lettura 3 min.Settembre è tradizionalmente il mese delle ripartenze. Si torna al lavoro, si rimettono in ordine le giornate e spesso riaffiora anche il proposito di dedicare un po’ più di attenzione a sé stessi. C’è chi sceglie la palestra, chi torna a correre e chi cerca strade meno conosciute, avvicinandosi per la prima volta a parole come shiatsu, riflessologia plantare o discipline bio-naturali.
Un mondo che per molti resta ancora tutto da scoprire. L’occasione per conoscerlo più da vicino sarà l’Open Day organizzato dalla Scuola LaFonte Shiatsu, Associazione di promozione sociale ed Ente di formazione in discipline bio-naturali, in programma domenica 27 settembre, dalle 10 alle 18, nella sede di via Buratti 57 a Bergamo: una giornata per incontrare la scuola, gli insegnanti e avvicinarsi alle diverse proposte.
Ma che cosa significa, concretamente, praticare o studiare una disciplina bio-naturale? E soprattutto: bisogna voler diventare operatori per frequentare un corso? LaFonte lavora in questo mondo a Bergamo da 21 anni. Una storia nata proprio dallo shiatsu e, curiosamente, da una persona che con le discipline bio-naturali non aveva nulla a che fare. «Ero responsabile della logistica in un’azienda nel settore alimentare - racconta il fondatore Maurizio Curtaz -. Avevo quarant’anni e sentivo il bisogno di dedicare del tempo a me stesso. Iniziai un corso di shiatsu senza alcuna intenzione di farne una professione. Me ne sono innamorato». Da quell’esperienza personale sono arrivati il percorso triennale, l’attività come operatore e infine una scelta decisamente più radicale: lasciare il lavoro e, insieme agli amici e soci Renato e Mario, dare vita alla scuola LaFonte.
Dal contatto alla relazione
Lo shiatsu resta ancora oggi la radice della scuola. È una disciplina manuale di origine orientale basata principalmente su pressioni esercitate sul corpo e appartiene all’ambito del benessere, non a quello sanitario. Una distinzione sulla quale Curtaz insiste: «Il nostro compito è aiutare la persona a stare meglio, ma non facciamo terapia. Ci prendiamo cura, non curiamo». Ed è proprio quel «prendersi cura» a raccontare forse meglio il significato di un percorso che, nella maggior parte dei casi, non comincia dalla volontà di cambiare professione.
«La maggior parte delle persone non viene da noi pensando di diventare operatore shiatsu - spiega Curtaz -. Viene perché vuole fare qualcosa per sé stessa. Quando a scuola si pratica con un compagno di corso avviene uno scambio: c’è attenzione, contatto, relazione. Sono valori che nella vita di oggi e nella società in cui viviamo rischiamo di perdere». Un cambiamento che il fondatore dice di aver osservato direttamente nelle aule. Rispetto a una decina di anni fa, oggi capita più spesso che le persone inizialmente facciano fatica ad avvicinarsi e a entrare in contatto fisico con l’altro. Anche la pratica diventa così un’occasione per riscoprire una dimensione semplice e, allo stesso tempo, sempre meno scontata: quella della relazione umana.
Dallo shiatsu a circa cinquanta corsi
Negli anni LaFonte si è allargata ben oltre la disciplina dalla quale era partita. Oggi le attività seguono sostanzialmente tre direzioni. Ci sono quelle rivolte al benessere personale, come Pilates, Tai Chi, yoga e ginnastica vertebrale; la formazione nelle discipline bio-naturali e nelle tecniche manuali, dallo shiatsu alla riflessologia plantare, dall’ayurvedico alle tecniche craniosacrali e ai diversi tipi di massaggio; infine i percorsi dedicati alla crescita personale. «Per noi è importante portare le persone anche a una maggiore consapevolezza interiore - sottolinea Curtaz -. Lavorare sulle relazioni, su sé stessi, porsi delle domande. Se faccio un percorso su di me posso entrare meglio in relazione con le persone».
Nel complesso il centro propone circa una cinquantina di corsi. Solo nell’area shiatsu operano cinque insegnanti affiancati da una decina di assistenti e, nel corso degli anni, circa 300 allievi hanno portato a termine il percorso triennale. Per chi decide di trasformare questa passione in un’attività professionale esiste infatti una formazione strutturata: nello shiatsu il percorso completo dura tre anni e richiede studio e pratica. La scelta professionale, però, non è necessariamente l’obiettivo di partenza. «Noi non vendiamo una professione - precisa Curtaz -. Molti iniziano semplicemente per stare meglio, per cercare maggiore serenità e per riscoprire qualcosa nella relazione con gli altri».
«Prendersi cura dell’altro»
C’è poi un ambito che accompagna LaFonte quasi dalla sua nascita: il volontariato. Nel tempo allievi e operatori hanno portato gratuitamente shiatsu e, più recentemente, riflessologia plantare in case di riposo e strutture socioassistenziali, partecipando a progetti rivolti a persone fragili. Tra le esperienze realizzate c’è stata anche quella nel carcere di Bergamo, dove lo shiatsu è stato proposto alle detenute. Prima della pandemia l’attività era arrivata a coinvolgere una cinquantina di volontari in dodici progetti.
«Il volontariato coinvolge sia gli allievi che stanno seguendo il percorso formativo sia gli operatori che lo hanno concluso – spiega l’insegnante Barbara Rizzi -. Per gli allievi è anche un’occasione di pratica, svolta nell’ambito delle convenzioni con le strutture. Ma il significato dell’impegno è lo stesso per tutti: prendersi cura dell’altro». Non sostituirsi alle professioni sanitarie, dunque, ma offrire presenza, attenzione e contatto. «L’obiettivo - continua Rizzi - è andare incontro all’altro, accoglierlo nel modo più semplice e naturale». È anche qui che torna una parola utilizzata da Maurizio Curtaz per riassumere la filosofia della scuola: «equilibrio». Tra concretezza e sensibilità, attenzione verso sé stessi e apertura agli altri.
Per chi ha sempre sentito parlare di shiatsu e discipline bio-naturali senza sapere davvero di che cosa si tratti, l’Open Day di domenica 27 settembre, dalle 10 alle 18, può diventare così il primo passo per conoscerle da vicino.
Vuoi saperne di più sullo shiatsu e sulle discipline bio-naturali?
compila il form
© RIPRODUZIONE RISERVATA