Turisti e pellegrini Due strade parallele

Turisti e pellegrini
Due strade parallele

Il turismo è diventato un aspetto sempre più centrale nell’economia dei Paesi e nella vita delle persone. Territori, in crisi su altri versanti, cercano nel turismo una via di rilancio, coinvolgendo non soltanto gli addetti ai lavori ma anche ulteriori attività. L’uomo contemporaneo della società liquida si sforza di ritrovare se stesso in esperienze sempre più varie. La ricerca fondamentale è quella di una ricostituzione del benessere psicofisico, logorato da ritmi convulsi e ripetitivi.

Il turista si mette essenzialmente a caccia della felicità, del superamento della monotonia, del compimento di tutto quanto resta compresso dalla vita quotidiana. Alle origini della figura del turista c’è, storicamente, quella del pellegrino. Un pellegrinaggio non è un tour, ma rimane, ancora oggi, una strada parallela e alternativa, particolarmente suggestiva per i credenti, ma anche per chi è semplicemente in cerca di relazioni più autentiche e della parte più vera di se stesso.

Il pellegrinaggio diocesano di questo mese di luglio tocca, in Spagna e in Francia, luoghi particolarmente significativi. La prima tappa è la «Sagrada Familia» di Barcellona, la straordinaria cattedrale immaginata nel secolo scorso dall’architetto Antoni Gaudì e mai terminata. Ora sembra che l’opera possa essere conclusa nel 2030. La «Sagrada Familia» è una vera e propria selva di simboli, nati dalla condivisione della profonda conoscenza di tre libri, quelli della natura, della Sacra Scrittura e della liturgia, ovvero della creazione, della storia della salvezza, della celebrazione come canto di lode. I simboli sono una provocazione per l’uomo di oggi che, catturato dalle icone del proprio smartphone, non è più in grado, forse, di individuarli e capirli.

La seconda meta è Montserrat, il monastero benedettino costruito su un’antica cappella dedicata alla Madonna. Nella fedeltà al motto di San Benedetto, «Ora et labora», è un luogo di preghiera e di lavoro nel silenzio. Un altro richiamo per l’uomo contemporaneo, sempre indaffarato. Ripropone il valore contemplativo della vita, il senso della misura e il discernimento come condizioni imprescindibili per poter compiere un passo più in là. Una provocazione viene anche dalla terza tappa, il santuario del Pilar a Saragozza. Il Pilar è un pilastro, dove si venera una Vergine col Bambino. La colonna esprime solidità, certezza, rassicurazione: un appello per una società smarrita in un clima di fluidità e di insicurezza diffuse.

Le tappe in Francia sono Lourdes e La Salette. A Lourdes, nel corso della ristrutturazione delle piscine, è stata creata una sala in cui i genitori e i loro figli sono accolti e preparati a vivere il gesto di bagnarsi nelle acque salutari. È proposto un percorso in tre tappe: la visione di un cartone animato creato ad hoc, «Bernadette», in cui la santa racconta il miracolo a partire dalla propria storia familiare. Segue la costruzione di un Rosario, guidata da un «tutorial», che vede i genitori e i bambini al lavoro insieme, prendendosi cura gli uni degli altri nella realizzazione di un segno di fede. Al termine un momento di preghiera in due tempi: nel primo, il bambino prega per il genitore; nel secondo, prima dell’immersione nella piscina, il genitore prega per il figlio. In questo modo si riassumono il messaggio d’amore per la famiglia, la cura reciproca e la preghiera.

Il richiamo della Madonna de La Salette, il santuario nel cuore delle Alpi, a 1800 metri di altitudine, è rivolto alla salvaguardia del giorno del Signore e al contrasto della bestemmia. Anche l’uomo d’oggi si arreca del male quando riduce il proprio tempo al solo lavoro e mercato. L’appello si trasfigura nel rivolgere l’attenzione alle disuguaglianze sociali crescenti, create da un’economia tesa non alla difesa dei valori dell’uomo, ma all’accaparramento da parte delle lobbies della globalizzazione, origine di carestie, cambiamenti climatici, migrazioni. L’uomo si rovina se edifica una società non più basata sul riconoscimento del culto del settimo giorno, ma solo sulla babele del consumo.

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