Luoghi (non) comuni
Gli auguri anonimi dell’era dei «social»

Gli auguri anonimi
dell’era dei «social»

«Quella vita ch’è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura». Così Leopardi nel «Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere», che tutti abbiamo studiato a scuola. Non potrebbe esserci incipit migliore per l’anno nuovo. Il venditore ambulante di almanacchi confida in un anno nuovo felice. Il «passeggere», il viandante, disilluso, sa che la felicità non è di questo mondo, anche se è un’evidenza inaccettabile per la mentalità comune, che continua a festeggiare il passaggio da un anno all’altro come se fosse portatore di chissà quali novità prodigiose.