Albini, non ci sono solo i tessuti Col cotone più famoso ecco i costumi

Albini, non ci sono solo i tessuti
Col cotone più famoso ecco i costumi

«This is not an accessory», «questo non è un accessorio». Si è presentato così Albini a Firenze, al Pitti (la fiera si è chiusa ieri), con la sua nuova linea Thomas Mason. Dal cotone ai tessuti, una collezione anticonvenzionale che porta in scena papillon e pochette, ma anche – novità di questa stagione – costumi da bagno, sciarpe e foulard. Con il cotone più famoso al mondo e una lavorazione innovativa.

«Ma – scherza Maurizio Colnago, a capo dell’ufficio stile di Thomas Mason -, non chiamiamoli accessori: sono proprio questi pezzi, per le loro fantasie e trattamenti, che fanno la differenza nel look».

Il dettaglio come segno distintivo, insomma, con uno studio del tessuto e della sua resa che ci racconta una nuova versione del costume da bagno: «In cotone, tinto filo, e con un particolare finissaggio idrorepellente – continua lo stilista -. Resiste all’acqua salina e al cloro, si asciuga in un quarto d’ora, non si decolora con il sole».

Ed è la prima volta che questo cotone viene utilizzato con questi trattamenti nella linea Thomas Mason accessories : tessuto ad Albino, le lavorazioni di finissaggio avvengono nell’azienda di Albini di Brebbia, nel Varesotto, mentre il confezionamento si effettua esternamente in laboratori lombardi. «Questo finissaggio speciale è già stato testato sulle stampe, sempre con cotoni prodotti per i nostri clienti. Tutta la realizzazione del prodotto accessorio di Thomas Mason avviene invece in Italia» commenta Colnago, che racconta anche la collezione: «Per i costumi da uomo abbiamo recuperato dagli archivi i più tradizionali rigati “larghi” di Thomas Mason, abbinando tra loro i colori, e proponendo anche quadri, stampe e lavorazioni jacquard e fil coupé, alternati al tema nautico e alle tradizionali stampe Oxford». Oltre al modello boxer tradizionale, anche una linea più «modaiola» tra taschine, bottoni e zip, con una cinquantina di varianti colori. In tutto la collezione si compone da oltre 500 varianti di tessuto: «Ad oggi i mercati di riferimento per questa linea sono il Giappone, gli Stati Uniti, ma anche l’Italia – commenta Silvio Albini, presidente di Albini Group -. Questo progetto è nato da un anno e in questo momento è ancora prematuro parlare di un fatturato. Ad oggi i mercati di riferimento per questa linea sono il Giappone, gli Stati Uniti, ma anche l’Italia – commenta Silvio Albini, presidente di Albini Group -. Questo progetto è nato da un anno e in questo momento è ancora prematuro parlare di un fatturato all’interno del nostro gruppo. Di sicuro però oltre al progetto di business, la comunicazione verso il consumatore finale, continua a essere l’obiettivo più importante in questo momento».

Andando a rispondere a una fetta di mercato che punta su uno stile originale, ricercato e di altissima qualità: «Siamo presenti da Barneys a New York, ma anche da The store a Milano e da Wako a Tokyo» commenta ancora Albini e, restando in ambito giapponese, arrivano proprio da archivi storici del Sol Levante le fantasie utilizzate per le nuove sciarpe e i foulard, con otto varianti tra tonalità sfumate e disegni etno-eccentrici stampati su cotone e garze di cotone. «Non mancano poi papillon , pochette e cravatte – conclude lo stilista -, in un’atmosfera anni Settanta, cotoni, sete, misti lino». E poi cravatte in denim e in maglia di denim tinto filo.


Fabiana Tinaglia Giornalista de L'Eco di Bergamo

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