Alla conquista dell’Iran? Tutto fermo Anche per la moda bergamasca
L’Iran Luxury Mall in una foto tratta dal Web

Alla conquista dell’Iran? Tutto fermo
Anche per la moda bergamasca

Avrebbero firmato nelle prossime settimane e inaugurato il punto vendita nel febbraio 2019 con la collezione primavera/estate: un colpo grosso per Cividini, casa di moda di Bergamo, alla conquista dell’Iran.

Ma adesso è tutto fermo per ora per l’Iran Luxury Mall, gigantesca realtà commerciale ai piedi delle montagne nella periferia nord-ovest di Teheran: si tratta di uno dei mall più grandi al mondo, su quattro piani e di due milioni di metri quadrati che comprendono anche un hotel, una pista di pattinaggio, un parcheggio per 20 mila auto. All’interno anche un parco divertimento, caffè e ristoranti, un auditorium e arene per gli spettacoli. Insomma un gigante che ora resta immobile per una decisione del governo iraniano che ha bloccato le importazioni dall’estero e, di conseguenza, il mondo della moda e del design italiano, e anche bergamasco.

Il mese prossimo ci sarebbe stata l’inaugurazione, prevista dopo ben tre anni di lavoro e pare più di tre miliardi di dollari d’investimento: i marchi stranieri che hanno già acquisito gli spazi all’interno del mall resteranno invece chiusi, mentre si alzeranno le saracinesche dei soli brand iraniani. Questo fino a nuova decisione governativa.

Il decreto del ministero del commercio iraniano risale allo scorso 23 giugno e ha bloccato le importazioni di 1360 categorie merceologiche. Il motivo? L’effetto domino legato alle tensioni Usa-Iran sul patto nucleare. Dalla scorsa mezzanotte, infatti, sono tornate ufficialmente in vigore le sanzioni commerciali contro Teheran che gli Stati Uniti avevano rimosso dopo l’accordo del 2015 per costringere il governo iraniano ad abbandonare il suo programma nucleare e ad adottare un atteggiamento meno aggressivo in politica estera. Tensioni che ora potrebbero ripercuotersi sull’export italiano in generale, considerando che il nostro Paese è tra i primi esportatori europei in Iran, soprattutto per il mondo del fashion e del design. «La nostra fortuna, se così si può dire, è che non avevamo ancora firmato il contratto di locazione – spiega Piero Cividini, a capo della omonima maison con la moglie Miriam -. Da circa sei mesi siamo in contatto con il referente in Italia del progetto iraniano. La lettera che annunciava il blocco delle aperture con marchio internazionale è arrivata qualche giorno fa: molto generica, spiegava solo dello stop delle importazioni del settore tessile».

Quello di Cividini nel mall sarebbe stato il primo monomarca per il brand bergamasco in Iran e soprattutto la prima apertura in questo Paese: «Avremmo avviato l’attività a febbraio: 200 metri quadrati tra gli altri brand internazionali». Ora è tutto in stand by per Cividini, così come altri marchi del lusso, da Sergio Rossi a Prada, da Etro a Trussardi, anch’esso brand bergamasco che, contattato, non ha voluto rilasciare dichiarazioni sulla sua presenza nel mall.

Chi era sempre in trattativa per un’apertura a fine anno è Imelde Bronzieri, creatrice di MiMiSol, marchio di proprietà della bergamasca e dell’azienda del produttore pugliese Fase Uno, di Putignano, che ha acquisito con una quota di maggioranza il brand creato 6 anni fa dalla stilista: «Nei mesi scorsi avevamo avviato la trattativa per uno spazio monomarca di circa 100 metri quadrati, il primo in Iran per MiMiSol: avremmo aperto la prossima primavera ma ora attendiamo di capire come si evolve la situazione mentre a gennaio apriamo in Kuwait».

Ora i contratti sono congelati fino al 31 dicembre e si è in attesa delle prossime decisioni del governo: «L’Iran è un mercato interessante e un nuovo sbocco per il made in Italy e il lusso. Nel frattempo le nostre trattative nel Paese proseguono con un altro cliente locale, ma siamo ancora agli inizi e attendiamo di verificare la situazione geopolitica» conclude Cividini.

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